Più o meno un anno fa ricevo una mail da tale Fabio, un ragazzo allora recentemente diagnosticato di SLA ad esordio spinale, di pochi anni più del sottoscritto (io sono dell’82). Come con molti dei miei lettori inizia una corrispondenza via Email. Mi dice di conoscere una signora affetta da Sclerosi Multipla incredibilmente migliorata dopo aver tolto i metalli pesanti, lui stesso è testimone oculare dei progressi a dir poco prodigiosi. La cosa non mi stupisce più di tanto: di storie (attendibili, intendo) di gente con la S. Multipla che ha avuto benefici dalla dieta, o dalla chelazione, o dalla vitamina D io ne conosco e dubbi ne ho pochi. Purtroppo però la SLA è un’altra cosa, assai più rognosa come già l’amico Fabio aveva intuito senza bisogno che glielo spiegassi io. Certo, per chi crede di effettuare tentativi ragionevoli e seguito da medici esperti, è lecito – pur con cautela – tenere gli occhi aperti e procedere a rimuovere potenziali cause riscontrate; d’altronde è questo il percorso della differenziale. La SLA non è per forza una sentenza di morte e lo dimostrano le pubblicazioni scientifiche su pazienti che stanno reggendo.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Ma torniamo a noi. Questo ragazzo ha valori di piombo elevati che giustificano – secondo docenti di una importante università italiana – un intervento.  Sono tra l’altro gli stessi che conosco io, per questo ho potuto confermargli che – a mio avviso – era in buone mani. Poi da qui a fare miracoli ce ne passa, lo sappiamo. Ma quei pochi che ce la stanno facendo sono di fatto pazienti che hanno ragionevolmente tentato qualcosa. Lo scorso anno Fabio mi chiede di approfondire il discorso infettivologico. Lungi da me consigliare qualcosa: mi sono limitato a fornirgli il nominativo di un professore e primario di reparto di un ospedale italiano “famoso” per essere il centro di riferimento per le infezioni e coinfezioni trasmesse da certe zecche. Cosa ne è uscito? Una più che mezza borreliosi sufficiente a far procedere il primario con gli antibiotici, un micoplasma (attivo anche in IGM) più qualche altra co-infezione. Avessi scommesso un centone, avrei vinto. Una casualità, senza alcun nesso con la malattia? Un trigger? Una concausa? Una causa? Nessuno, penso, possa dirlo con certezza. Detesto i discorsi grossolani, da una parte e dall’altra.

Veniamo ora ai nostri giorni. Sabato scorso una jeep come quella nella foto mi raggiunge in un paese poco distante dal mio: Fabio ci teneva a conoscermi e due amici lo hanno accompagnato da me. Abbiamo trascorso insieme poco più di un’oretta ed è stato molto interessante per me ascoltarne i racconti. Anzitutto ho conosciuto tre persone meravigliose, due amici così sono un vero dono dal cielo. Altrochè balle. E poi ho approfondito su un caso che – per un profano come il sottoscritto – è curioso. Anzitutto essendo quasi coetanei è stato possibile confrontare lo stesso esame dei metalli effettuato da me (oggi sano) e da lui (oggi ammalato). Vale la stessa regola di cui ti ho parlato tempo fa: scopri subito chi è l’ammalato, semplicemente guardando i valori dei metalli ed in particolare del piombo. Eventuali differenze non potevano spiegarsi con un “lui è molto più vecchio, quindi ha accumulato di più“. Obiezione anche sensata, ma non in questo caso vista la minima differenza d’età. Poi ci sono le infezioni che sta trattando da mesi, sostenendo di aver notato dei benefici importanti proprio durante il ciclo di antibiotici. Gli amici che erano con lui giurano che alcuni aspetti – come il parlare – siano meglio oggi che 6 mesi fa. Non è abbastanza per festeggiare o fare proclami – guai a farlo, anche per scaramanzia! – ma non è nemmeno un dato da nulla, unito poi ad altri riscontri di cui Fabio mi ha accennato e che per ora tengo nel cassetto.

Avrei voluto dire e fare molto di più per questo ragazzo, ma ahimè non ho poteri di guarigione nè le competenze e il ruolo di un medico: ho solo cercato di dargli coraggio e sostegno. E non perchè “bisogna fare così”, ma perchè sono convinto che Fabio si stia giocando al meglio le sue possibilità. Il resto lo vedremo con pazienza e senza mai mollare.

Dato che per un’ora mi sono sentito ringraziare e fare complimenti come se piovesse, ora tre parole le spendo io. Abbraccio virtualmente Fabio, cui faccio il mio in bocca al lupo ed i miei complimenti per la tenacia e la lucidità con cui affronta ogni cosa: l’ho sentito molto equilibrato come è giusto che sia ma come non sempre è facile. E poi un grazie grande quanto una casa ai suoi amici, per le belle parole nei miei confronti e per avermi mostrato, anche solo in sessanta minuti, quanto siano due persone di valore. Tra l’altro uno dei due mi ha raccontato di come ha visto incredibilmente risolte alcune sue problematiche grazie al Dott. Mozzi. Beccati pure questa!

Forza Fabio!


Se ti piace leggermi e ritieni il blog meritevole di un supporto, puoi consultare la pagina SOS-TIENIMI.

4 Comments

  1. Ciao, ho letto la storia di Fabio e sono contenta che abbia trovato questa ” mezza borreliosi” sulla quale almeno si può intervenire.
    Ti chiedo un favore, potresti dirmi di questo infettivologo? Per caso è anche un reumatologo? Nel web ne ho trovato uno che potrebbe essere qiello che dici tu, ma non mi voglio fiondare a caso. Grazie

    1. Risposto via mail!

  2. Ciao, mi chiamo Elisa. La settimana a mia madre è stata diagnosticata la SLA. Vorrei fare ulteriori indagini e se fosse possibile, contattare l’infettivologo di cui hai parlato, giusto per non lasciare nessuna strada intentata…Grazie mille in anticipo.

    1. Mi dispiace molto 🙁 Ti rispondo via mail

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento. Cliccando Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookies.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy