Come avrai notato dal titolo, in questo post non si parlerà di SLA. L’argomento di cui voglio parlarti oggi è il cancro e vorrei che tutti leggessero questo articolo. E perchè mai? Come sai mi sono appassionato alla lettura degli studi scientifici, beh l’altra sera mi sono imbattuto in una lunga pubblicazione che mi ha tenuto attaccato allo schermo dello smartphone fino all’ultima parola. Naturalmente non sono un medico, non aspettarti da me opinioni qualificate, qui voglio solo raccontarti cosa ho capito io leggendo uno studio e perchè mi ha così affascinato. Lo scopo è quello di creare dibattito e riflessioni, non la divulgazione di verità. Non spetta a me e direi di lasciarlo fare a chi ha studiato per farlo!


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.

Detto ciò, ora ti racconto quella diavolo di pubblicazione che mi ha rapito per un’ora (fonte). Parliamo di un importante ricercatore che studia il cancro e si è interessato al rapporto tra alimentazione e tumori, così decide di spiegare – quasi fosse una intervista – quello che sono le sue idee a seguito delle sperimentazioni in cui ha messo il naso.

Punto 1) Le cellule tumorali funzionano con glucosio ed insulina

Ci dice che le cellule del tumore sono tanto più potenti quanto più riescono ad assorbire glucosio e insulina. Quest’ultima è un ormone secreto dal pancreas, va a contrastare i picchi glicemici che insorgono a seguito – ad esempio – di una mangiata a base di cereali/farinacei (i quali innalzano i livelli di glucosio nel sangue). Spiega che una dieta ricca in cereali con alto indice glicemico va per forza di cose ad elevare la glicemia e – di conseguenza – il pancreas produce più insulina. Te lo rispiego: se tu mangi roba glicemica, la glicemia sale (e il tumore se la gode) e il pancreas è costretto a lavorare per fare insulina. Ancora una volta ecco che il tumore ringrazia, visto che pure l’insulina gli serve per potenziarsi.

Punto 2) La dieta: più proteine, meno carboidrati da cereali, costanti i grassi

Il tizio è sveglio e prova a ricomporre l’alimentazione partendo dai topi. Mantenendo invariata la quota di grassi con cui venivano nutriti, ha deciso di ridurre via via più drasticamente i carboidrati, sostituendoli con le proteine. Cioè, se per esempio la dieta standard era composta da 30% di grassi, 55% di carboidrati e 15% di proteine (la somma fa 100, ovvio), lui ha cambiato: ancora 30% di grassi, ma il 55% di proteine mentre il 15% di carboidrati. Che ha scoperto? Diminuisce l’infiammazione, ed il tumore perde forza.

Punto 3) L’infiammazione sistemica dell’organismo

Il ricercatore scrive di un aspetto che ho già incontrato in numerose pubblicazioni scientifiche: alla base di quasi tutte le malattie gravi vi è uno stato infiammatorio generalizzato dell’organismo. Quasi ogni patologia, cioè, si sviluppa in un terreno infiammato. Più sei infiammato, più è probabile che una malattia se ne venga fuori, e viceversa. Mi sembra di poterlo definire ormai un punto fermo, tante sono le volte che l’ho trovato negli studi: l’infiammazione è la base della malattia, sia un tumore o una neurodegenerativa.

Punto 4) Dieta con più proteine e meno carboidrati nell’uomo

Pare che una dieta con più proteine che carboidrati non sia tollerabile, sia perchè ridurre i livelli di glucosio sotto una certa soglia può creare problemi, sia perchè troppe proteine affaticherebbero i reni. Non ho mai capito quanto questa affermazione sia vera: l’ho già sentita, ma ho sentito anche il contrario. Il Dott. Mozzi, ad esempio, è un medico che smonta la teoria secondo la quale le proteine danneggiano i reni; ma torniamo al ricercatore della pubblicazione. Egli riconosce che con una dieta ricca di proteine e bassa di cereali, i reni possono aumentare un po’ di dimensioni, eppure… si sorprende nel notare che ciò – stando a quanto ha rilevato – non è altro che indice del normale funzionamento, non un problema. Sostiene inoltre che sarebbe già un bel passo avanti – nell’uomo – portare le proteine dal 15% della dieta occidentale ad un 35% come primo obiettivo (grassi 30%, quindi carboidrati 35% e non 55% come nell’alimentazione moderna), senza alzarle fino al 55%, lì ci si è spinto nei topi. La faccio più facile? Consiglia di ridurre in modo netto i cibi glicemici ed insulinici (tutto ciò che viene da cereali e farine), privilegiando le proteine, quelle migliori. Ad esempio? Carni bianche, un po’ di carne rossa, pesce e fonti di proteine vegetali. In questo modo andremmo a ridurre l’infiammazione, la glicemia e l’insulina: tre pilastri su cui – secondo lui – si fondano tumori e metastasi nell’epoca moderna.

Punto 5) COX-2, più sta basso e meglio è!

Nella stessa pubblicazione, dopo averci parlato delle sue intuizioni su sviluppo di tumori e alimentazione con prevalenza di cereali glicemici, lo scienziato nomina questo cazzo di COX-2, si tratterebbe di un enzima presente nei processi infiammatori. Appena ho letto la sigla COX-2 mi si è accesa una lampadina che sembrava un lampione; faccio una velocissima ricerca e capisco subito il motivo! COX-2 lo avevo letto poichè caratterizza la SLA, ma anche la Sclerosi Multipla e – ovviamente – i tumori. Ciò chiarisce perchè l’infiammazione sistemica – di cui COX-2 è un segno chiaro – è davvero alla base di brutte rogne di salute che possono svilupparsi. Vuoi sapere cosa dice il ricercatore del COX-2? Che tenerlo basso, unitamente ad una dieta non-più-così-ricca di farinacei e cereali, andrebbe a depotenziare notevolmente un tumore e potrebbe essere una combinazione ideale per la prevenzione. Mangiare pochi cereali, avere bassa la glicemia e quindi l’insulina, insieme ad un COX-2 ridotto… non rappresenteranno lo scudo spaziale contro qualunque malattia, ma ne renderebbero assai meno probabile la comparsa. Non è poco. Ok, per la dieta ci siamo, ma come cazzo si tiene basso COX-2? Lui ha provato con un farmaco antinfiammatorio che agisce proprio sull’enzima cicloossigenasi2, ottenendo questo:

if you combine a low-carb, high-protein diet with an anti-inflammatory agent … which is a COX-2 inhibitor, it dramatically reduces metastasis of various types of cancers. That is really intriguing.

TRADOTTO: SE COMBINI UNA DIETA BASSA IN CARBOIDRATI E PIÙ ALTA IN PROTEINE, CON UN FARMACO ANTINFIAMMATORIO CHE INIBISCE COX2, LE METASTASI DI VARI TIPI DI CANCRO SI RIDUCONO INCREDIBILMENTE. QUESTA È UNA BELLA FIGATA (NON USA PROPRIO LO STESSO TERMINE, MA IL CONCETTO È QUELLO


C’è però un però: il farmaco che inibisce COX-2 non è una roba che – come l’alimentazione – può rappresentare la tua quotidianità, a causa di effetti collaterali severissimi. Insomma, non è un giocattolo. Quindi il tizio sta studiando un modo per tenere basso COX-2 ma senza gli effetti deleteri del farmaco. Sull’alimentazione, che lui vede come prima cosa tra tutte, se uno ci crede può agire fin da subito (meglio se con criterio e dopo aver consultato un medico).

Che ne pensi di tutto ciò?

Per me è stato molto interessante, poichè riunisce una serie di concetti che – pur da profano – mi pareva di aver già estrapolato da molte ricerche ufficiali che ho letto. Lo stesso Prof. Berrino, il famoso medico ex dirigente dell’Istituto Tumori di Milano, rimarca l’importanza di stare bassi a zuccheri, quindi bassi in glicemia ed insulina. La pubblicazione di cui ti ho parlato sembra mettere in luce, e senza grandi giri di parole, quanto molti tumori e malattie di oggi sarebbero meno probabili con un cambiamento dello stile alimentare che predilige verdure, proteine sane (pesce) e un contenimento drastico di zuccheri e cereali glicemici. E la frutta? Poca poca, nella prima parte della giornata.

Sono cose che se me le avesse raccontate un amico al bar non gli avrei dato troppo peso, mentre l’averle lette coi miei occhi in una interessantissima pubblicazione scientifica mi ha colpito. In questi anni ho cambiato regime alimentare a seguito delle mie ricerche, ho iniziato a prendere integratori che mai avrei considerato di prendere senza aver letto sperimentazioni e studi, bene uno dei passi che mi sto impegnando a fare è la riduzione dei carboidrati. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di testi scientifici che mi dicono quanto sia importante cambiare alimentazione, gli indizi sono ormai troppi per essere ignorati. Ciò non ci porterà l’immunità nè la vita eterna, ma in un mondo funestato da malattie tremende… beh anche ridurne la probabilità è già qualcosa.

Prevenire è meglio che curare, diceva la pubblicità di un famoso dentifricio negli anni ’90… Più mi guardo intorno oggi, e più gli do ragione; ma mica solo per i denti! I sacrifici imposti da malattie e cure sono ben superiori rispetto a quelli necessari per la prevenzione.

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