SLA e Proteina C Reattiva (PCR) – Titolo ironico, naturalmente, ci mancherebbe. In uno dei gli ultimi post che ho pubblicato ti parlavo di SLA e infiammazione (link); torniamoci su per un attimo per spiegare il rapporto tra SLA e Proteina C Reattiva (PCR). Si tratta di un marker che si misura con un semplice esame del sangue. Viene considerato un indice di flògosi, anche se aspecifico. Che vuol dire? Che si controlla la PCR per avere un’idea generica di quale sia lo stato infiammatorio dell’organismo, senza però poter ricavare – non da quel dato – dove stia il problema. Mi spiego: una PCR alta ce la puoi avere perchè hai in corso una infezione, oppure perchè hai una brutta SLA o un tumoraccio; e chissà per quante altre cose. Una PCR alta ti comunica che sei infiammato, ma non può spiegarti il dove o il perchè, quello lo può comprendere il medico approfondendo il quadro.

Che la SLA abbia una rilevante componente infiammatoria è noto, la medicina lo ha individuato da tempo. Per questa ragione uno studio italiano del 2017 ha ricercato una relazione fra SLA e Proteina C Reattiva (PCR) nel tentativo di mettere in luce un rapporto tra di esse. Ed è stato trovato!


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Come faccio di solito, prendo alcuni brevi estratti della pubblicazione scientifica (Fonte) e te li traduco.

Various factors have been proposed as possible candidates associated with the prognosis of amyotrophic lateral sclerosis (ALS); however, there is still no consensus on which biomarkers are reliable prognostic factors. C-reactive protein (CRP) is a biomarker of the inflammatory response that shows significant prognostic value for several diseases.

Qui ci spiega come sia difficile trovare dei valori (biomarker) i quali consentano in qualche modo di prevedere la prognosi della Sclerosi Laterale Amiotrofica. Aggiunge che la CRP (acronimo inglese di Proteina C Reattiva) segnala la risposta infiammatoria e costituisce un marcatore di prognosi per diverse patologie. E cosa concludono?

These findings suggest that patients with ALS and elevated serum CRP levels progress more rapidly than do those with lower CRP levels and that this elevation may reflect a neuroinflammatory state…

Hanno scoperto che i pazienti SLA con elevata Proteina C Reattiva nel sangue hanno una malattia più veloce rispetto ai pazienti che ce l’hanno più bassa. Interessante.

Le ultime righe della conclusione, che non ho riportato per brevità, spiegano che un obiettivo è quello di vedere se un farmaco potenzialmente antinfiammatorio possa quindi dare benefici rallentando la malattia. Questo è il senso.

Da profano quale sono, mi è venuto un pensiero. Nel mentre loro cercano, studiano e verificano un possibile farmaco con la sistematicità che la scienza richiede, vuoi mica che….? Che… boh, non è che anche a sto giro può essere che qualcosa si possa già fare?

Il dubbio mi è venuto già nel 2014, l’anno in cui tutto ebbe inizio, quando durante i primi accertamenti della diagnosi differenziale la Proteina C Reattiva di mio padre – che allora stava benissimo e aveva solo una impercettibile difficoltà a parlare – era più del quadruplo del valore massimo. Mentre tutto il resto era, almeno apparentemente, a posto. Lungi da me il trarre conclusioni affrettate ma da quel momento – in cui la diagnosi di SLA prendeva la forma di un tremendo spauracchio – il mio vecchio fu sottoposto a un drastico cambio di regime alimentare. Via porcherie varie, via pastasciutte, spariti biscotti e caffèlatte, sì a tè verde, centrifugati di verdura fresca, pesce, mandorle, carne bianca, olio d’oliva crudo e quant’altro di buono mi passasse per la zucca. Inoltre già in quel periodo iniziai con i primi integratori, pochi (anche se per quei tempi mi sembravano tantissimi) ma buoni: gli omega3, la curcumina e qualcos’altro. Bene, in uno degli esami successivi la Proteina C Reattiva è passata dal quadruplo del valore massimo ad essere praticamente zero. Sì, ho detto zero. E se non mi credi rompimi pure le palle nei commenti qui sotto e cercherò gli esami da pubblicare. Anche negli esiti successivi – salvo casi di infezioni acute, ad esempio – la C Reattiva è sempre stata ben al di sotto del valore massimo e spesso prossima allo zero assoluto.

Il discorso è serio: o è stata una casualità o quello che ho fatto ha inciso e – stando allo studio italiano del 2017 – ciò si traduce in un non-inverosimile rallentamento della malattia di mio papà, rispetto a come sarebbe andata altrimenti. Chi può dire di chi sia il merito? Del fato o del figlio? Se mi conosci sai che non do nulla per scontato, d’altronde ho iniziato questo post spiegandoti come una PCR possa oscillare per ben più di una ragione. E’ il trend (la tendenza) – invece – a fornirmi non una certezza ma almeno uno spunto: perchè prima era il quadruplo? E perchè da quando abbiamo introdotto ciò di cui ti parlavo prima (dieta + integratori) la PCR – al netto di periodi di infezioni acute – ha sempre sfiorato lo zero? Io non posso avere la verità in tasca e non mi sono mai piaciuti i proclami, pertanto ti do una mia interpretazione non qualificata.

Tornando alla pubblicazione scientifica di cui sopra – accertata la relazione tra “PCR più alta – SLA più veloce“, ci si chiede se alcuni farmaci ora allo studio potranno incidere sul marcatore e di conseguenza contribuire ad un rallentamento della malattia. Bene, ma… non è che nel frattempo…? Insomma, se per mio papà il calo della PCR è avvenuto (stabilizzandosi al minimo, partendo dal quadruplo del massimo), visto che di certo non ha preso il farmaco la spiegazione dove sta? Nella buonasorte – e può essere – o in ciò che gli ho dato.

Per tentare di dipanare la matassa prendo spunto dagli studi e ne cito solo tre, quasi a caso:

Lutein supplementation reduces plasma lipid peroxidation and C-reactive protein in healthy nonsmokers.

Poi…

CRP significantly decreased in groups treated with curcumin

… e ancora…

C Reactive Protein and nutrition
Low and age independent concentration of hsCRP in vegetarians is the consequence of a long-term consumption of fruits and vegetables.

No perchè nel mentre che trovano, testano, sperimentano, approvano e distribuiscono il farmaco… uno magari intanto si regola da subito. Cioè se – e dico se – così fosse, cazzo sarebbe bene saperlo! Conosco gente che venderebbe un rene per un nuovo farmaco che rallenta del 5% (è un esempio a caso), altri che attraverserebbero a nuoto l’oceano per fare delle inutili staminali e poi scopri che con poco, forse – e dico forse – si potrebbe fare qualcosina. Che poi è un “qualcosina” che non so se – per quanto non miracoloso – sia così di meno rispetto a certi farmaci o certe staminali.

Spero il post ti sia piaciuto. Non ho la pretesa di aver scoperto chissà che, nè voglio farla tanto grossa. Lo scopo è quello di uno spunto di riflessione su una mia esperienza personale che, col senno di poi, mi sembra meriti considerazione. Ho condiviso con te gratuitamente queste informazioni: decidi tu se valgono qualcosa e quanto. In tal caso puoi ringraziarmi e sostenermi con una donazione, leggendo le righe qui sotto.


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4 Comments

  1. Condivido in pieno cio’ che scrivi, anche io avevo pensato a qualcosa di simile, allora tanto non abbiamo nulla da pardere, se ci uniamo e facciamo seguire una stessa dieta e integratori, antiffiamotori facciamo delle analisi prima e dopo un po e ci confrontiamo, un solo caso non è nulla piu di uno magari si
    A mio papa’ hanno diagnosticato la sla a giugno ma sta’ correndo cone una maledetta ed io non voglio arrendermi

    1. 1) Non arrenderti
      2) Lotta ponderando sempre gli obiettivi
      3) Lascia stare cialtroni e ciarlatani, la scienza, la medicina ed un buon medico restino la base di ogni ragionamento
      4) … e che Dio ce la mandi buona!

  2. Ho la Fibromialgia che è un nome dato a caso a una malattia sulla quale non ci capiscono una cippala. Sonno anni che studio e sono venuta alla conclusione che c’è di mezzo un sistema immunitario compresso. Visto che ci tocca studiare e diventare medici di noi stessi potresti indicarmi, secondo la tua esperienza, quali ulteriori indagini potrei fare? Intendo analisi del sangue che diano una risposta il più possibile dettagliata. Grazie di cuore

  3. Dimenticavo, mi sembra di aver già scritto qui ma non ho ricevuto risposta, non vorrei che magari tu lo avessi fatto ed è finita nella spam.

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