SLA, probiotici e ruolo dell’intestino

E’ più di un anno che accenno qua e là – sul blog e sui social – all’importanza di un intestino il più possibile funzionante, eppure mi pare di non aver mai scritto un articolo completo.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Anche in questo caso non sono ovviamente “nato imparato”, anzi! Per (troppi) mesi ho del tutto trascurato il ruolo dell’intestino e del suo microbiota (ovvero l’insieme dei microbi/batteri buoni che lo popolano). Se conosci la storia saprai che mio papà ha trangugiato antibiotici per parecchio tempo e sono ben contento che l’abbia fatto: non si poteva fare altrimenti, vista la sua situazione. E’ lì che – troppo tardi però – ho iniziato a documentarmi su probiotici, disbiosi (squilibrio) e dintorni quando capivamo di aver sottovalutato una corretta integrazione in tal senso. Devi sapere che l’antibiotico ha tra gli effetti collaterali quello di annichilirti i batteri buoni che compongono la flora intestinale, i quali hanno una fondamentale importanza nella regolazione dell’intero organismo umano. Ecco perchè durante e dopo ogni ciclo di antibiotici è opportuno intraprendere un vero e proprio programma di ricolonizzazione intestinale. Forse penserai che sono stronzate, bufale o comunque cose non determinati: quest’ultima la pensavo anche io e non sai quanto mi sbagliavo!

O magari dedurrai che un intestino in forma è generalmente funzionale al benessere, ma non lo è direttamente alle malattia neurologiche. E invece… Che un microbiota alterato sia alla base o una concausa di mille casini è ormai assodato: gli squilibri della flora batterica sono una questione crescente nell’alimentazione moderna, hanno un certo peso nell’insorgenza e nella progressione di malattie anche molto serie. E rispetto alla SLA? Due aspetti da considerare.

Primo. Con o senza SLA è necessario che il tuo intestino funzioni al meglio: ciò consente di migliorare il sistema immunitario, di far funzionare il sistema nervoso (è provata una connessione diretta intestino-cervello), di assorbire gli alimenti sfruttando le sostanze nutritive e molti altri aspetti. Con la flora alterata il sistema intero funziona peggio, anche drammaticamente a seconda dei casi. Mio papà, ad esempio, lo avevo fatto esaminare rilevando una disbiosi importante; ciò – tra le varie cose – contribuiva alla cachessia che se lo stava divorando. Il ripristino ed il mantenimento della flora batterica era (ed è) vitale. Certo, non è una di quelle cose di cui ti accorgi nettamente e in un colpo solo, ma è imprescindibile. Qualunque esperto può confermartelo. Migliaia di azioni e reazioni che il tuo organismo deve mettere in atto dipendono dalla funzionalità del colon e dallo stato di salute della sua flora.

Secondo. Con la SLA l’intestino è stato più volte sotto i riflettori degli studi scientifici ufficiali e mi sembra di poter dire che tanti lavori evidenziano nel paziente SLA problemi alla flora batterica, anche prima dell’insorgenza della malattia. Quasi a dire che un malfunzionamento dell’intestino per via di uno squilibrio nel microbiota possa essere – forse – tra i fattori che contribuiscono ad appiccare il fuoco, oltre a permetterne una propagazione più veloce e distruttiva. Prestare attenzione all’intestino e alla sua popolazione di batteri buoni è d’obbligo sia per quanto concerne direttamente la malattia, sia per tutto quanto ci sta attorno (infiammazione, nutrizione, deperimento, malassorbimento, ecc) ed è di vitale importanza.

Cito un po’ di studi recenti (con annessa traduzione), ma potrei tranquillamente tirarne fuori molti di più.

  • Our study suggests a potential novel role of the intestinal epithelium and microbiome in the progression of ALS
    Il nostro studio suggerisce un potenziale ruolo dell’intestino e della flora batterica nella progressione della SLA

  • The findings from this study highlight the complex role of the gut microbiome and intestinal epithelium in the progression of ALS
    Questi risultati sottolineano il complesso ruolo del microbioma intestinale nella progressione della SLA.

  • Parkinson’s disease (PD) and amyotrophic lateral sclerosis (ALS) are neurodegenerative diseases with pathophysiology that may be related to the gastrointestinal tract. It is well established that tissue barriers maintain homeostasis and health. Furthermore, gut microbiota may have an impact on brain activity through the gut-microbiota-brain axis under both physiological and pathological conditions.
    Il morbo di Parkinson e la SLA sono malattie neurodegenerative con patofisologia che potrebbe essere correlata al tratto gastrointestinale. E’ ben noto come le barriere tissutali mantengano salute ed omeostasi. La flora batterica può avere un impatto sull’attività del cervello attraverso l’asse intestino-microbiota-cervello.

  • Gut microbiota provides the host with multiple functions (e.g., by contributing to food digestion, vitamin supplementation, and defense against pathogenic strains) … The existence of the so-called gut-brain axis of bi-directional communication between the gastrointestinal tract and the central nervous system (CNS)…
    La flora intestinale provvede a svolgere molteplici funzioni (es.: digestione, utilizzo delle vitamine, difese immunitarie)… Esiste un asse intestino-cervello avente una comunicazione bi-direzionale fra il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale…

  • The potential usefulness of probiotics in preventing or treating neurologic diseases is becoming a topic of great interest.
    La potenziale utilità dei probiotici nella prevenzione e nel trattamento di patologie neurologiche sta diventando argomento di grande interesse

  • Our study demonstrated that the use of probiotic capsule for 12 weeks among subjects with MS had favorable effects on EDSS, parameters of mental health, inflammatory factors, markers of insulin resistance, HDL-, total-/HDL-cholesterol and MDA levels.
    Il nostro studio dimostra che l’uso di probiotici per 12 settimane in pazienti affetti da Sclerosi Multipla ha avuto effetti favorevoli sulla scala di disabilità, parametri di salute mentali, infiammazione, marker di insulino resistenza, colesterolo, ecc.

Ecco, io ai probiotici ci ho fatto un pensierino: sia per mio padre che per me stesso. Li prende anche mia madre. Non fanno miracoli di quelli che intendiamo noi, no. Però la medicina ci spiega che aiutano. In famiglia facciamo tutti dei cicli con diversi step: dapprima eliminiamo colonie di batteri dannosi, poi andiamo a reintegrare i ceppi fondamentali di batteri buoni. Infine, si prosegue per un certo periodo con una terapia di mantenimento. Naturalmente ogni caso è a sè e lungi dal sottoscritto dare indicazioni a caso e senza competenze: un buon medico saprà senz’altro consigliarti nel modo più adatto.

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