SLA, nutrizione e diabete – Come già saprai, da qualche mese a mio padre è venuto una sorta di pre-diabete. Di cosa si tratta? Di una condizione che possiamo idealmente collocare appena prima del diabete conclamato che rappresenta – ahinoi – lo sbocco naturale dello stato pre-diabetico. Mi riferisco al diabete di tipo 2, naturalmente. Ce ne siamo accorti qualche mese fa quando, con grande sorpresa, un controllo di routine evidenzia una glicemia di oltre 180 a digiuno. Dopo varie prove nella speranza che fosse un “fake”, abbiamo dovuto arrenderci: era vero, a mio papà stava venendo il diabete. Mi sono incazzato parecchio, sia perchè c’è una correlazione tra diabete e ridotta sopravvivenza nella SLA, sia poichè – quando poteva ancora mangiare e lo avevo messo a seguire la mia dieta – tutti i valori e i malesseri che si trascinava da sano (mal di testa, un po’ di ipertensione, colesterolo) erano andati a posto e ora – motoneuroni a parte – era un gioiellino. Avere degli esami belli – con una SLA feroce – non è scontato, e lui li ha sempre avuti. E quando non li ha avuti, li abbiamo sistemati.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Da quando ha la SLA lo bombo di integratori i quali, finora, hanno sempre fatto egregiamente il loro mestiere. Beh, pensare che gli stesse venendo il diabete mi aveva mandato in bestia.  Dopo l’iniziale sconforto e sbandamento, come ho scritto in un articolo precedente (eccolo), ho tentato di ideare una sorta di protocollo antidiabetico fai-da-me e – pur essendo molto presto per parlare – diciamo che sta dando buone indicazioni, ma non voglio sbilanciarmi troppo. Devi sapere, infatti, che tutte le volte che nella vita qualcosa sembrava andar non dico benone, ma almeno benino, c’era poi una disgrazia dietro l’angolo: quindi io non è che non dico “gatto” finchè non è nel sacco, io per dire “gatto” devo averlo messo in una cassaforte da gioielleria parigina, un caveau di banca svizzera. Altro che sacco! Per questo motivo le conclusioni sul programma natural-anti-diabetico le tiriamo più avanti, ok? E non pensare che me la sto cavando giusto passando da nutrizione standard a sacche con preparati per diabetici: bastasse quello!

Una delle grandi curiosità in merito a questa spinosa vicenda era la seguente: ma come cazzo gli è venuto il diabete? La brava dottoressa che segue mio padre ha fatto un paio di ipotesi: o qualche rogna nel metabolismo dovuta ad un organismo messo a dura prova, oppure… la nutrizione, quella enterale (che si dà nello stomaco tramite la PEG). Mi ha detto infatti che non era da escludere che quel preparato predisponesse al diabete.

A dire il vero, tra me e quel beverone l’amore non era mai sbocciato, nemmeno per un attimo: che avesse troppi carboidrati l’ho pensato fin dall’inizio. Ma che fosse in grado di indurti un diabete non me lo sarei sognato negli incubi peggiori. Eppure la mia dottoressa non aveva forse torto, perchè… Sì, perchè nelle ricerche scientifiche ufficiali è praticamente acclarato che la nutrizione via PEG abbia ottime probabilità di farti ammalare di diabete.

Sì, hai capito bene, aboliremo l’ICI ! No scusa, reminescenze del passato. Ripeto: sì, hai capito bene. La nutrizione artificiale può farti venire il diabete; e la cosa è tutt’altro che improbabile. Mi sconvolge che a dirlo sia la medicina ufficiale. Ho capito che ci sono casi in cui c’è bisogno di pompare con le calorie, ma qualcuno poteva dirmelo che – a lungo termine – era meglio apportare delle modifiche perchè si sarebbe beccato il diabete, che poi non è che lo tiri via così, come niente fosse. Gli studi che confermano quanto dico non mancano, non si tratta insomma di un sospetto vago da approfondire. E allora, porco cane, studiare quelle pappone e farle un filo meglio?! Ed ancora: i nutrizionisti non potevano avvertirmi di questo rischio concreto, in modo tale da correre ai ripari, riducendo le calorie (quando possibile) e passando a sacche per diabetici prima del tempo? No macchè: nessuno ti dice un cacchio fino a quando il diabete ormai te lo sei preso in quel posto e – a mio modesto e non insindacabile parere – poteva essere previsto e prevenuto.

SLA, nutrizione e diabete

Dato che non mi piace spernacchiare cacchiate senza fondamenta, veniamo alla scienza. Di ricerche ne cito due sole per semplicità, ma non ho difficoltà a produrre altre prove!

Hyperglycemia is a frequent complication of enteral and parenteral nutrition in hospitalized patients. Extensive evidence from observational studies indicates that the development of hyperglycemia during parenteral and enteral nutrition is associated with an increased risk of death and infectious complications. There are no specific guidelines recommending glycemic targets and effective strategies for the management of hyperglycemia during specialized nutritional support. Managing hyperglycemia in these patients should include optimization of carbohydrate content and administration of intravenous or subcutaneous insulin therapy. (link)

Dice che la glicemia alta è una complicazione frequente della nutrizione artificiale, il che comporta anche un rischio aumentato di lasciarci le penne o di avere maggiori complicazioni a livello infettivo. Che sono delle belle rotture di coglioni, tra l’altro, chi ha a che fare con la SLA ben conosce le lotte quotidiane contro le infezioni. I ricercatori aggiungono che non ci sono linee guida su cosa fare per gestire l’iper-glicemia durante la nutrizione. Ah beh, buono! La soluzione – proseguono – sarebbe quella di ottimizzare i carboidrati e somministrare – te pareva! – l’insulina (e io intanto senza insulina e senza farmaci l’ho portata da 180 a 110… ma come dicevo non è ancora il momento di cantare definitivamente vittoria).

The prevalence of diabetes and stress hyperglycemia in people requiring artificial nutrition support is very high and predisposes to a higher morbidity and mortality, particularly when combined with malnutrition. (link)

Questi confermano che il diabete nelle persone che richiedono nutrizione artificiale è molto frequente, e predispone a rogne varie che possono accelerare l’ascesa al Cielo (higher morality, intanto mi tocco i maroni). Se mi conosci da un po’ e hai letto tutto il mio blog, avrai senz’altro notato che non sono quello che fa la crociata ridicola contro i medici e la medicina, anche se oggi va molto di moda. E’ una battaglia, questa, che non mi ha mai coinvolto e mi sembra troppo spesso dettata da ragionamenti estremi e grossolani. Però, cavoli, stavolta un po’ di nervoso mi viene, visto che l’alimentazione per la PEG dovrebbe essere qualcosa di davvero ottimale per un malato, ben bilanciata e quant’altro…

Ma cos’è esattamente il diabete di tipo 2? Non sono qualificato per spiegartelo, ma proverò a dipingerti un possibile quadro.

Il diabete di tipo 2 è una disfunzione metabolica in cui succedono un po’ di cose. Ad esempio:

  • troppi zuccheri nel tempo, i quali alzano costantemente la glicemia, richiedendo al pancreas di “fabbricare” sempre più insulina per tenerne a bada i livelli;
  • l’insulina viene – con l’esacerbarsi della patologia – prodotta in misura minore ed è pure meno efficace (insulino-resistenza), quindi di trovi ad avere zuccheri nel sangue che non riesci a contrastare come si dovrebbe;
  • dulcis in fundo – è il caso di dirlo – se non sono del tutto rimbecillito mi pare di aver compreso che, col diabete, è il tuo organismo stesso a produrre del glucosio. Cioè già ne hai troppo, inoltre ciò che lo contrasta (l’insulina) diviene meno potente, ed infine – non contento – il tuo corpo si mette a produrre zucchero da sè, in autonomia. E’ come uno che ha la casa che va a fuoco, gli sta finendo l’acqua e passa uno a innaffiarti il tetto di benzina. E vaffanculo, diamine!

Ti starai chiedendo se ci sono possibili soluzioni e – magari – anche un modo per prevenire. Non sono un medico nè un nutrizionista, quindi ti parlo di quanto ho capito e mi limito a dirti cosa farei io, fermo restando che è con il dottore che vanno discusse eventuali misure preventive o nel tentativo di risolvere se non hai fatto in tempo a scamparla prima.

Prevenire: potessi tornare indietro e avessi letto prima gli studi che dimostrano una probabilità generosa di beccarti il diabete con la nutrizione enterale, sicuramente avrei scelto da subito la formulazione specifica per diabetici, anche se di diabete ancora nemmeno l’ombra. Questo perchè – confrontando con le caratteristiche della versione standard – quella per diabetici ha giusto qualche carboidrato in meno e qualche proteina in più (potevano scomodarsi di più, secondo me, quanto a taglio di carbo): penso gli avrebbe fatto bene sin da subito e magari avremmo limitato il danno. Inoltre, una volta appurato un corretto peso-forma, avrei tagliato prima sulle calorie. E poi, alla luce di quanto sto vedendo ora, avrei da subito integrato con un cocktail di integratori ad hoc, cioè che hanno dimostrato in trial sull’uomo di riuscire a contrastare i meccanismi del diabete, sicuro che avrebbero dato una mano ex ante.


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Soluzione: se non hai fatto in tempo a prevenire, come purtroppo è accaduto a me visto che nessuno ha scritto un blog per spiegare ciò che io sto illustrando ora a te, beh ormai il danno è fatto. Ma se sei sveglio puoi tentare di dargli del filo da torcere. Come? Switchando al più presto dal preparato normale a quello per diabetici e ragionare su un possibile downsizing delle calorie, anche se è probabile che come unica misura sia necessaria ma non sufficiente. Vale a dire che ti aiuterà, ma già che il problema è esploso potrebbe non bastare. Quindi, prima di ricorrere a farmaci, puoi valutare insieme ad un medico esperto di integratori (ne esistono, e non parlo di robe alternative ma di medicina ufficiale, ospedaliera) la somministrazione di un protocollo naturale che vada ad aggredire sul nascere. Come ti dicevo, nel nostro caso sembra funzionare, ma ne parlerò diffusamente quando avrò maggiori certezze. Stando alle ricerche, comunque, sembrerebbe che alcuni integratori naturali siano in grado di contrastare l’abbondante glucosio nel sangue e, al contempo, anche diminuire il fenomeno dell’insulino-resistenza, cioè di un’insulina via via meno efficace proprio quando invece ci serve!

No beh niente, volevo solo dire che con la SLA e tutte le sfighe annesse, se la scienza e l’industria che produce la nutrizione potessero per lo meno evitare di regalarci anche il diabete…!

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