SLA e Integratori – So che aspettavi questo articolo da tempo immemore, visto che me lo chiedi anche in privato con la stessa perseveranza con cui un martello pneumatico sfonda il cemento. Sto naturalmente scherzando, se un po’ mi conosci hai visto che rispondo volentieri a tutte le domande. Dopo l’ennesima richiesta, quindi, ho deciso di vuotare il sacco pubblicamente elencandoti quegli integratori che danno benefici e miglioramenti.

SLA e Integratori, ecco la lista di quelli che fanno migliorare:

  • nessuno

Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Il post, stavolta, potrebbe fermarsi qui. Lo scopo dell’articolo – però – non è canzonare chi mi fa domande in apparenza banali, ma fornire un’opinione basata sulla mia esperienza. Proseguo con qualche ragionamento su quella che dovrebbe essere la metodica con cui, chi lo desidera (e magari sotto controllo medico!), si approccia al mondo integratori. E’ vero che per tali sostanze non serve prescrizione, in quanto considerate alimenti, ma è altresì vero che – specie con patologie complesse in corso – è bene appoggiarsi al neurologo prima di combinare guai.

Tra le domande che ricevo e sui social su SLA e Integratori stanno sulla bocca di tutti. Noto però che – a mio modesto parere, sia chiaro – si affronta il discorso con una logica fuori da ogni… logica. Perdonami e non pensare che ti stia bacchettando anche perchè sono un pirla qualsiasi, ben conscio di esserlo. L’argomento è molto complesso e, che ci piaccia o no, non si presta a ragionamenti grossolani. Capisco che tutti vorremmo l’integratore che desse almeno qualche beneficio tangibile, ma se così fosse ci sarebbe poco da andare in giro a scovare: lo si saprebbe già, o lo si troverebbe con una ricerca abbastanza veloce. Salvo casi rarissimi di inspiegabile fortuna, non esiste integratore che comporti al paziente dei miglioramenti tali da poter essere misurabili, o almeno notati. Ogni volta che pensi all’acquisto di un integratore ripetiti nella testa quella frase sottolineata ed in grassetto, come fosse un mantra. Ma ti conosco, furbetto che non sei altro, e so che quando parleremo di SLA e integratori o della prossima sostanza sbucherai dal nulla ponendo il fatidico interrogativo, con la stessa solerzia con cui quello fuori dal supermercato vuol vendermi una rosa per due euro. Miglioramenti? E allora significa che non hai assimilato il mantra di cui sopra!

SLA e Integratori

Per semplificare una questione che, come dicevo, è da valutare con serietà, procederò per punti cercando di fornirti qualche idea su cui riflettere.

    • La SLA, come tante altre patologie, implica una serie di squilibri (stress ossidativo, per dirne uno a caso e universalmente noto);
    • un integratore può cercare di intervenire nel modificare qualcuno di quegli squilibri (come lo stress ossidativo, appunto);
  • ridurre o addirittura rimuovere uno squilibrio – ammesso di poterlo fare – non rigenera neuroni, nè va a bloccare quello che è il meccanismo alla base della degenerazione. Ecco perchè miglioramenti che puoi notare ad occhio nudo non ce ne saranno mai. Vado più diretto? Se ti va di culo, si rallenta. E accorgersi di un rallentamento non è facile.

Pertanto, la solita domanda (“Miglioramenti?”) che campeggia su ogni forum di SLA, a proposito di integrazione, è profondamente sbagliata nella sua essenza. Perchè? Primo, perchè la medicina stessa non ha ancora individuato una sostanza che migliori/rallenti la SLA più di quanto lo faccia già il riluzolo; se ci fosse, te l’avrebbe già detto il medico! Secondo, poichè quella domanda è grossolanamente sempliciotta e – non avertene – ma non sta nè in cielo nè in terra.

Su quale principio allora, ti starai chiedendo, ho ritenuto di impiegare alcuni integratori (e continuare a farlo)? Seguendo un percorso mentale che avesse per me un qualche senso. Ecco come.

  1. L’integratore che sto valutando, potenzialmente può apportare un beneficio ad uno dei meccanismi implicati nella malattia? Se la risposta è sì, passo avanti.
  2. Se la malattia è generata da taluni meccanismi, riuscire a ridurne anche solo uno è teoricamente un bene? A occhio, sì. Quindi proseguo.
  3. Esiste un modo di misurare e confrontare dati per valutare l’efficacia di un integratore? Non sempre la risposta è sì e – a meno che non si abbia un centro di ricerca a disposizione – si deve andare in fiducia e sperando in Dio; talvolta però è possibile, anche se non facile e nemmeno matematico. Ci si muove attorno ad una patologia di cui si sa poco, non scordarlo.
  4. Dopo quanto è possibile trarre conclusioni? Altra domandona, eh?! Risposte molteplici; a naso ti direi che mai potrai sapere come sarebbe andata “senza”. Personalmente, se un integratore supera “il mio test di ingresso”, io proseguo. E se riesco anche a misurare pure qualche valore, tanto meglio.

Solo dopo essermi posto questi problemi (e avendo consultato il medico) posso decidere. Ti lascio con un caso pratico, anzi due!

SLA e Integratori – Stress ossidativo
E’ implicato nella SLA? Sì. Esistono strategie di riduzione dell’ossidazione, con alimentazione ed integratori? Sì, in teoria. Togliere lo stress ossidativo fermerà o addirittura migliorerà la SLA? E’ difficile. Siamo comunque d’accordo che sia meglio avere poco stress ossidativo anzichè molto? Sarebbe stupido dire il contrario. Quindi mi sono mosso e nel giro di 6 mesi, forse meno, ho cancellato lo stress ossidativo da mio padre, ho poi confrontato i livelli di radicali liberi misurati in studi scientifici sulle malattie neurodegenerative. Bene, se hai buona memoria, ricorderai che abbiamo battuto non solo gli ammalati bensì anche i soggetti sani che – in quello studio – erano stati sottoposti ad una cura antiossidante. Poi da qui a fermare la SLA ce ne passa, ma converrai con me che meno radicali liberi sia un bene. Se invece tu prendi un integratore o segui un regime alimentare per un mese, e poi butti via tutto bollandolo come “bufala” perchè non hai ripreso a camminare o a parlare beh, capisco da vicino la tua delusione, ma ti dico che non è questo il modo a cui avvicinarsi al mondo di integratori e diete.

SLA e Integratori – Fegato
Negli studi ufficiali emergerebbe che i pazienti SLA qualcosa che non quadra nel fegato potrebbero averlo. Ma a parte questo, non mi darai del pazzo se dico che – qualunque cosa tu abbia – è meglio avere un fegato che funzioni rispetto ad un fegato che tira gli ultimi. Se leggi i miei articoli con attenzione, non avrai dimenticato di quando mio padre iniziò a manifestare problematiche epatiche crescenti, fino ad una diagnosi di insufficienza epatica medio / grave. Anche qui, solita scaletta di ragionamento: sistemare il fegato magari non fermerà la SLA, ma è meglio averlo OK piuttosto che KO. Un mese di guerra scatenata, tra succhi centrifugati “giusti” e integratori ad hoc, nessun farmaco. Risultato? Valori rientrati abbondantemente sotto i limiti, che pure i medici dicevano “macomecazzohaifatto?!“.

Questo per dirti che con la logica un po’ casereccia del “miglioramenti?“, i due rimedi di cui sopra avrei dovuto bocciarli e liquidarli come l’ennesima bufala di integratori mangia-soldi. E invece, se l’approccio è serio ma soprattutto consapevole, anche se di “àlzati-e-cammina” non ne ho visti, direi che sono stati soldi ben spesi.

Come finirà probabilmente lo sappiamo (mi riferisco alla mia storia personale), ma l’idea ragionevole di aver magari contribuito a tirare avanti non è da buttare. Sia ben chiaro: non ti sto consigliando un bel nulla. Ho semplicemente cercato di spiegarti il mio punto di vista, non qualificato.

Che ne pensi?


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