SLA dieta? Ho preso 3 diete e praticamente fatto la media, una media ponderata ovvero con un peso più alto su alcune componenti.  Cerco come sempre di mantenere un tono non troppo noioso, ma non dimenticare mai che quanto ti racconto l’ho studiato con attenzione, anche se – va da sè – il mio rimane un pour-parler, il punto di vista di un non-addetto-ai-lavori. Non farti fuorviare dal mio eloquio informale, in tutta questa storia ci ho messo un impegno ed una attenzione meticolosa come credo mai in vita mia.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Nei primi articoli del blog ti raccontavo che da qualche anno mi stavo appassionando al tema alimentazione-malattia, quando ancora mio padre godeva di ottima salute. Oltre a quella del Dott. Mozzi, ci sono altre diete che hanno nel tempo catturato in positivo la mia attenzione (dai nomi diversi, ma dal denominatore comune. Curioso, vero?). Ora te le illustro.

DIETA MOZZI
Il Dott. Piero Mozzi parte dall’assunto che ogni gruppo sanguigno presenta specifici antigeni che rendono certi alimenti compatibili ed altri incompatibili col nostro sistema immunitario. Sarebbe impossibile (e non troppo corretto) elencare qui le combinazioni per tutti e 4 i gruppi; non voglio lasciarti comunque a bocca asciutta. Anzitutto, egli consiglia di prestare attenzione alle reazioni – anche minime – che il nostro organismo manifesta dopo l’ingestione di certi cibi. Un raspino, un prurito, una sonnolenza od una stanchezza sono un segno che il nostro sistema immunitario non gradisce ciò che abbiamo appena mangiato. E a forza di maltrattarlo, prima o poi sclererà di brutto. La dieta Mozzi ha alcuni pilastr:

  • No al glutine e limitare i carboidrati da cereali senza glutine
  • No ai latticini
  • No a cibi troppo raffinati e lavorati, ricchi di additivi
  • Sì a carne, sì al pesce, sì ai legumi, sì alle verdure, sì ai semi oleosi, sì a certi grassi
  • Poca frutta
  • Tenere bassa la glicemia

DIETA ALCALINA
E’ una delle più cliccate e penso sia anche ben venduta nelle librerie, così come è quella forse più attaccata dai critici – esperti e non – che la descrivono come un misto tra una bufala ed una utopia. Tale regime si basa sul principio che il nostro organismo (e con esso molti dei suoi processi e reazioni) funziona – in genere – in ambiente cosiddetto alcalino, ovvero in presenza di un Ph poco superiore al neutro (dal 7 in su). Nel 1931, un tipo di nome Otto Heirich Warburg, vinse il Nobel per la Medicina scoprendo che le cellule tumorali si sviluppavano in ambiente acido e non in ambiente alcalino. L’alcalinità dell’organismo era, secondo Warburg, una sorta di scudo anti-tumore. In realtà, pare essere molto di più. Un sacco di patologie sono in qualche modo correlate alla cosiddetta acidosi tissutale, una condizione di acidità nei tessuti dell’organismo che ne compromette i normali processi biologici, l’acidosi è così propedeutica all’insorgenza di malattie dalle più sciocche fino alle più temibili. Tale condizione è strettamente legata all’alimentazione: una dieta “giusta” può tenerci in equilibrio alcalino, quella sbagliata ci fa precipitare in acidosi. Chi è a favore della dieta alcalina? Ad esempio, se non ricordo male lo è il biologo di cui ti parlavo nell’articolo precedente (credimi, non è un scemo!). La dieta Alcalina è quasi vegetariana, ammettendo anche qualche alimento di origine animale, purchè il rapporto tra sostanze acide ed alcaline ingerite giornalmente sia sbilanciato al 70/80% in favore di queste ultime. Vuoi i pilastri dell’Alcalina? Eccoteli:

  • Glicemia bassa
  • Pochi cereali e senza glutine
  • No ai latticini
  • Tanta verdura, un po’ più attenzione sulla frutta (per via degli zuccheri); bene i centrifugati
  • Sì ai semi oleosi, ok ai legumi
  • Poca carne, ok per il pesce
  • No a cibi troppo raffinati e lavorati, ricchi di additivi

Come vedi, c’è parecchio in comune con Mozzi. I critici di questo regime alimentare lo additano come  inutile ed impossibile, poichè il Ph del nostro sangue ha un range particolarmente ristretto e tentare di variarlo non è possibile. Anzi, se lo fosse, moriremmo! Quello che questi critici non hanno compreso è che l’obiettivo della dieta non è certo il Ph sanguigno, bensì il contrasto dell’acidosi tissutale. Quando ci nutriamo con sostanze che – una volta metabolizzate – sono acidificanti, il nostro organismo compie sforzi per mantenere l’equilibrio acido-base e lo fa sottraendo calcio alle ossa (da lì, l’osteoporosi) e compiendo tutta una serie di reazioni che, alla lunga, finiscono per fare insorgere complicanze di varia natura. All’acidosi sono direttamente associati lo stato infiammatorio e, ad esempio, la produzione di radicali liberi (stress ossidativo). Questo è quanto ho compreso da tale dieta.

PALEODIETA o DIETA CHETOGENICA
Metto sullo stesso piano due diete talvolta identificate con nomi diversi ma che – almeno per quel che ci ha compreso il sottoscritto – sono di fatto la stessa cosa. La Paleo è così chiamata poichè si basa su ciò di cui si nutrivano i nostri antenati. E’ vero che da allora è passato qualche millennio, ma a livello genetico si tratterebbe di un’inezia, si pensa cioè che il nostro corredo di geni sia ancora del tutto analogo a quello dei primi uomini sulla Terra, quando molte delle malattie attuali erano sconosciute. Certo, lo erano sia per l’età media più bassa (dovuta a molteplici fattori, non solo di salute), sia per ovvie ragioni chiamiamole tecniche (sulle palafitte non esistevano risonanze nè stetoscopi). Secondo queste teorie, mangiare come i nostri antenati significherebbe alimentarsi con quanto più è adatto al nostro DNA. Quando si parla di Chetogenica, si indica una dieta con un alto apporto di proteine/grassi ed un contenimento di zuccheri semplici e carboidrati da cereali. Tra Paleo e Chetogenica cambia poco o nulla, quindi userò il termine Paleo per brevità. I pilastri della Paleodieta?

  • No a cibi troppo raffinati e lavorati, ricchi di additivi
  • Sì a carne, pesce, semi oleosi
  • Sì a grassi “buoni”
  • Sì a molta verdura, specialmente cruda
  • No ai latticini
  • No al glutine e più in generale ai cereali
  • No agli zuccheri semplici
  • Tenere bassa la glicemia

Se non ti sei ancora del tutto addormentato leggendo questo lungo articolo, converrai con me che queste tre diete hanno un denominatore comune grande come una casa. Quest’ultima in particolare sta riscuotendo successo, specie negli USA, grazie ad un paio di soggetti che sembrano sapere il fatto loro. Uno è un famoso neurologo della Florida, David Perlmutter, autore di alcuni libri di grande successo. Ritiene anch’egli che molte delle malattie neurologiche e neurodegenerative siano in qualche modo influenzate anche dall’alimentazione errata ed in essa trovino ulteriori complicazioni. Dimostra altresì – con studi di tutto rispetto – quanto glutine e cereali in eccesso (tipico degli stili occidentali) siano un problema. Dopo il Dott. Perlmutter, un altro nome è associato – negli Stati Uniti – alla dieta Paleo, quello di Terry Wahls. Questa dottoressa si è ammalata di Sclerosi Multipla e quando era arrivata a pensare di non aver davvero più nulla per uscirne fuori, visto che anche i pochi farmaci disponibili non si dimostrarono granchè efficaci, ha deciso di provare a ristabilire la funzionalità dei propri mitocondri attraverso l’alimentazione Paleo (la disfunzione mitocondriale, come spiegavo nella pagine sulle cause della Sla, è spesso coinvolta in molte malattie neurodegenerative). Pare che – almeno nel suo caso – funzionò!

Insomma, che razza di dieta fa mio padre? Te l’ho detto all’inizio! Prendi queste tre diete, sommale e dividile per 3: la media che ne esce è la dieta di mio padre. Rispondendoti seriamente, mio padre segue la dieta Mozzi, con una forte spinta sull’Alcalina grazie in particolare ai centrifugati che gli preparo ogni giorno (sono una delle componenti più alcaline dell’omonima dieta) e con alcune integrazioni della Paleo. Evitiamo il più possibile cibi lavorati e con additivi, ma di questo e altro tratterò in articoli futuri. Purtroppo la dieta da sola – a cui non rinuncerei per nulla al mondo – non è abbastanza per fermare la belva. Mangiare sano è un aiuto importante per tutti, ma non può essere una illusione.

Spero di averti chiarito un po’ le mie personalissime idee sulle migliori strategie alimentari che possono rappresentare una base importante su cui articolare poi tutto il resto. Comunque sì, la SLA è davvero un casino.


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11 Comments

  1. Volevo farti i complimenti per il sito e questo articolo sulle diete riferito alla SLA ma che dovrebbe essere personalizzata e studiata soprattutto per i “sani” che spesso mangiano molto male sebbene alcuni ne godano in modo eccessivo per la loro obesità … io (SLA bulbare diagnosi 2013 .sintomi primari: blocco ormai totale voce e problemi di deglutizione …il resto normale sono autonomo,guido…) ho la PEG da due mesi mi hanno assegnato 2000 ml al giorno di Nutrison e mi sto rassegnando che questa sarà la mia alimentazione …sebbene dalle sostanze descritte c’è anche olio di palma (che avevo subito evitato da diversi anni…)e secondo me tante altre schifezze…confermate dalla puzza che emana…si può definire più un farmaco che un alimento….ma sto riacquistando quasi il mio peso forma ( 1.70 kg.62 )…. Volevo chiederti L’alimentazione che prepari per tuo padre e’ infusa con la PEG ? Perché ,anche se sconsigliato dalla nutrizionista ,pensavo di ridurre ad una sacca al giorno ed il resto selezionare una dieta migliore che possa essere infusa nella PEG …scusa se mi sono dilungato troppo ma ora,non parlando,sono meno sintetico con la scrittura…buona giornata

    1. Dilungati finchè vuoi, siamo qui per discutere e certe volte non si può sempre sintetizzare un pensiero articolato. Mio padre al momento non ha la Peg, mangia e beve ancora con la sua bocca, ma con fatica immensa. Tant’è che gli frulliamo tutto, qualunque alimento mangi viene prima accuratamente frullato quasi fosse omogeneizzato. Beve liquidi con la cannuccia. La testa sempre verso il basso, con gli occhi che guardano il pavimento e questo, parrebbe, unico modo per continuare comunque a deglutire da solo. Per quanto riguarda quel che metti nella Peg, mi trovi totalmente d’accordo su quel che hai detto cioè che contiene anche sostanze che – io almeno – eviterei (e sono certo che come me la pensa più di un medico). Le opzioni purtroppo non sono tante, o trovi il modo di frullare e inserire quello nella Peg, ma immagino sia difficile anche se non certo impossibile… oppure, se non hai troppi problemi economici, cerca su Internet LIQUID HOPE, fanno delle sacche per PEG con cibi di qualità e senza additivi, glutammati, maltodestrine ecc. Credo li si possano ordinare anche se vengono dall’estero (USA, mi pare). Io non me li posso permettere, ma se tu puoi, facci un pensiero dopo esserti informato. Ti ringrazio per il tuo commento.

    2. Mi puoi scrivere chi sei? Anche a me hanno fatto diagnosi di sla bulbare, ma ancora non ci credo!
      Mi mandi un contatto? Grazie

      1. Ti ho risposto alla mail.

  2. Grazie, davvero grazie, la tua ricerca comparata vale più di cento libri…
    Conosco la dieta alcalina, ho sperimentato anche la Kousmine.
    Sono fortunatissima: sclerosi multipla da 14 anni e a settembre mi sono iscritta a scuola di tango…!
    Naturalmente ho rifiutato sempre l’interferone, e praticato diete e protocolli omeopatici.
    Mia madre morta di sla ….brutta bestia ….hai ragione.
    Ora ho paura per mio figlio, ha avuto alcune avvisaglie ma segue un protocollo vitaminico da una dottoressa biologa di Firenze e cerchiamo di seguire più possibile l’alimentazione proposta dalla dott.
    ( ha 19 anni e non sempre è semplice…!) Non sempre si riesce ad essere positivi, ma una giusta energia e un giusto approccio , credo siano grandi alleati…!
    Ancora grazie e….. la massima stima per la tua forza, tenacia e impegno.
    Ti invio un abbraccio solidale e di cuore…
    P.S. Hai contemplato forti dosi di vitamina “C” ? ( 3-5 gr. al giorno)

    1. Ti ringrazio molto dei complimenti, anzitutto. Per la multipla io darei un’occhiata alla dieta di Mozzi, alla Vitamina D (prot. Coimbra), e all’alluminio che potresti avere oltre la barriera ematoencefalica. Senza escludere la Lyme. Non ti sto dicendo cosa fare – non sono un medico! – ti sto solo dando qualche spunto di riflessione, su cui prendere informazione tramite i dottori. Grazie mille per aver commentato e per seguire il mio blog. Un grande in bocca al lupo e di tanto in tanto scrivimi come sta andando.

      PS: ho contemplato forti dosi di tutto. Sto solo cercando una fortissima dose di… culo, ma quello ahimè non si compra, e pare l’unico ingrediente che ancora mi manca.

  3. Ho letto tutto ad un fiato.
    Ti ringrazio molto, anch’io seguo la dueta Mozzi, ho sentito parlare di quella alcalina e non avevo sentito della paleo…
    Faccio a tuo padre e famiglia i miei più grandi auguri di miglioramento della salute!
    Grazie ancora per quanto hai condiviso con l’articolo.

  4. Grazie per la tua condivisione. Io ho un blog dove racconto le esperienze con la dieta del Dottor Mozzi. Solitamente non riporto mai ariticolo altrui per intero, ma metto solo i link di riferimento per correttezza. Potrei in questo caso chiederti il permesso oltre a mettere il link del tuo blog naturalmente di fare un copia incolla della tua esposizione? Ti ringrazio. Il mio blog è questo: tratta principalmente del Metodo Di Bella e della dieta dei gs. http://cronacadiungirasole.blogspot.it/ Anna

    1. Grazie, anzitutto. Condividi pure i miei testi, indicando il link da dove provengono, così come mi hai detto. Ti ringrazio e appena ho un attimo do un occhio al tuo blog!

  5. Fantastico articolo Nick!
    Sarebbe bello che i dottori avessero un approccio olistico con il paziente e non a compartimenti stagni! Grazie per il lavoro che fai!
    Ad Augsburg ci hanno dato la dieta alcalina per combattere la Lyme ! ( oltre che una serie di antibiotici, un antimalarico e molti integratori! )

    1. Grazie. Ok per Augsburg, speriamo in bene, anche la fortuna è una componente importante. Di certo sono in gamba, là.

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