Recensione “Vivere 120 anni” di A. Panzironi

C’ho preso gusto e continuiamo con le recensioni (la precedente è qui). Adriano Panzironi ha raggiunto una certa celebrità negli ultimi tempi, e non del tutto positiva. L’anno scorso “Le Iene” e – a seguire – testate giornalistiche lo hanno bollato come un cialtrone che sta facendo un sacco di soldi. Ammetto che se non avessi “conosciuto” da ben prima il soggetto, ci sarei cascato anche io. Non mi è piaciuto il modo in cui è stato montato il servizio delle Iene, nè come è stato trattato da giornalisti vari su certi quotidiani. Non sostengo che Panzironi sia un santo, semplicemente a me piacciono i confronti sugli argomenti, non i processi mediatici spicci. E’ stato dipinto un po’ come il “diavolo”: non è medico (ma giornalista, e lo dice!), vende libri, ha una palestra, un programma tv e sponsorizza alcuni integratori. A livello imprenditoriale sa il fatto suo e – pare – guadagni molto. Quasi fosse una colpa, e ciò mi infastidisce. Che me frega a me di quanto incassa Panzironi col libro Vivere 120 anni? Perchè, c’è qualcuno al mondo che disdegna il guadagno o che lavora gratis? Il punto deve essere un altro: Panzironi vende “cose” utili, o no? Questo dev’essere l’argomento di discussione!


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Ok, ha commesso qualche errore non trascurabile – va detto – quando, in una registrazione, un operatore del suo call-center avrebbe sostenuto che con dieta e integratori si guariva l’Alzheimer in qualche mese. Non lo giustifico: è una baggianata non bella, andava ripreso. Ma da lì alla gogna mediatica a 360 gradi il passo è breve: dibattito sul tema “alimentazione e integratori” azzerato, tagliato e ricostruito per sbeffeggiarlo come il peggiore dei lestofanti. Apriti cielo – poi – che non fosse un medico, quasi che per parlare di alimentazione o sei un luminare della medicina o non puoi neanche aprir bocca. Io penso la si possa aprire, a patto di spiegare all’interlocutore da chi viene la parola e rimandarlo ai dottori quando si devono prendere iniziative inerenti la salute. Il commesso di un fast-food può offrirmi in promozione patatine fritte, bibite gassate formato maxi o gelati scontati, e va tutto bene. Se Panzironi scrive un libro raccontando delle ricerche scientifiche che ha visionato, ecco un pericoloso attentatore della salute di poveri consumatori indifesi e turlupinati. Gli stessi consumatori che si mangiano brioche di grassi idrogenati la mattina e bevono litri di alcol mischiati a bibite accompagnando con salatini durante gli Happy Hour; l’importante è che non comprino i temibilissimi chiodi di garofano del Panzironi. No, così a me non piace: tolto il discorso sul marketing, su cui comprendo molte delle obiezioni, quando si parla di alimentazione criticatelo pure, ma sugli argomenti. Che il soggetto abbia commesso delle irregolarità nel metodo di promozione è possibile, non è questo l’oggetto del mio post, qui sto solo distinguendo il marketing – che è una cosa – dal contenuto del libro – che è altra cosa. Crociate ed esecuzioni sommarie a furor di popolo (bue) non mi appassionano.

Tra le cose peggiori che Panzironi avrebbe commesso contro tutti noi è la vendita di un libro intitolato “Vivere 120 anni“. Promessa farlocca e fumo negli occhi! Indinnniazzione!!! Ma dai! E’ ovvio che il titolo sia provocatorio: vuol dirci che con un corretto stile di vita si potrebbe forse vivere a lungo e meglio. O c’è forse qualcuno che ha comprato quel testo pensando sul serio: “Oh, con questo non schiatto prima dei 120!“? Discutiamo dello stile alimentare che propone, non di cazzate come un titolo naturalmente giocoso, suvvia!

Cosa dice Adriano Panzironi nel libro “Vivere 120 anni”

Il giornalista mostra i risultati della consultazione di centinaia di ricerche (quelle pubblicate sulle riviste scientifiche) e mette in luce come – secondo il pensiero maturato dallo stesso – i carboidrati da cereali costituiscano un problema serio per la salute. Siamo portati a fare sempre meno movimento, a consumare meno calorie e – al contempo – la disponibilità di prodotti di farine raffinate e a basso costo è drammaticamente aumentata: biscotti, pizze, pizzette, merendine, pasta, grissini, cracker, focaccine, dolci, snack. Tutte robe che i nostri bisnonni si sognavano, o quasi. Panzironi spiega come, stando alle ricerche che ha letto, il mix di vita sedentaria + dieta ricchissima di carboidrati raffinati rappresenti un pesante fattore di rischio (e a volte anche la causa prima) di moltissime patologie oggi sempre più diffuse: sindrome metabolica, diabete di tipo 2, ipertensione, steatosi epatica, cancro, malattie neurodegenerative e mille altre. Per convincerci della sua idea cita pubblicazioni di medicina ufficiale che mettono in relazione lo zucchero nel sangue con le disfunzioni sopra menzionate.

Gli alimenti da evitare secondo il libro “Vivere 120 anni”

Tutti quelli ad alto indice e carico glicemico: cereali, patate, dolci, bibite zuccherate.

Gli alimenti benefici secondo Adriano Panzironi

Carne, pesce, verdure, grassi, poca frutta.

Il mio giudizio su Vivere 120 anni e sul “metodo” Panzironi

Sugli alimenti ho ovviamente semplificato. Beh, ri-premesso che io non sono nessuno e parlo da profano, ti dirò la mia. A me il libro piace, è tecnico e si basa su studi ufficiali. Questa è già una premessa positiva. Riguardo al metodo che suggerisce (taglio drastico dei cereali, in favore di proteine, grassi e verdure), coincide parecchio con ciò che ho letto anche io nelle sperimentazioni e che mai avrei immaginato di trovare, prima di interessarmi del tema. Potrei sintetizzare così: gli zuccheri sono una rogna, più grossa di quanto pensiamo. Come dico sempre, sentirsi ripetere certe cose (tipo “le verdure fanno bene” o “le bibite zuccherate fanno male”) ha un effetto infinitesimale rispetto al capirne i meccanismi sottostanti testati e misurati nell’organismo umano dagli scienziati. Non mi convince proprio – invece – la (quasi) totale libertà alle proteine di carni rosse, maiale e salumi, io ci andrei parecchio più cauto.

Ti consiglio di leggere il libro di Adriano Panzironi?

Indipendentemente da come la pensi, ne consiglio la lettura (non prendo provvigioni, altrimenti lo espliciterei). Informarsi è sempre bene. Guarda, io non sono uno che ha bisogno di vedere etichette e certificati per ascoltare qualcuno: è la mia testa – in seguito – a decidere cosa fare e da chi farmi consigliare. Che Panzironi sia un giornalista che guadagna bene e non un nutrizionista – magari al verde – non mi impedisce certo di leggerlo nè mi scandalizza: per me il libro vale i soldi che costa (anzi, ne vale di più), spiega bene, i temi sono interessanti e ben argomentati. Offre un prezioso spunto di riflessione che poi ognuno deve pesare ed interpretare come meglio preferisce, supportato dai professionisti deputati.


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5 pensieri riguardo “Recensione “Vivere 120 anni” di A. Panzironi

  • Avatar
    3 Agosto 2019 in 4:38 pm
    Permalink

    Nick, a mio modesto parere Il sistema medico italico, che ha criticato e critica sul nulla il Panzironi,ha dimostrato di essere una latrina a cielo aperto.
    Questa vicenda mi ha riconfermato quanto già sapevo. La mia fiducia nella medicina ufficiale equivale a ZERO.

    P.s. Ministro della Sanità Grillo si dimetta e poi cambi mestiere.
    La medicina non fa per lei in quanto richiede qualità umane e professionali come onesta’ e conoscenza che lei ha dimostrato di non avere.

    Nex

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      3 Agosto 2019 in 4:54 pm
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      Con la vicenda Panzironi il sistema ha dimostrato di attentare alla libertà di informazione garantita pure dalla nostra Carta costituzionale.
      Una vicenda vergognosa che offende e mina le basi su cui si fonda la nostra Democrazia ovvero la Libertà di espressione.
      Ministro della Sanità italiana Grillo lei è una vergogna mondiale.

      Nex

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    6 Agosto 2019 in 7:28 pm
    Permalink

    Posso affermare con certezza che gli italiani che stanno adottando questo stile di vita sono ben più dei 500mila dichiarati, come dimostra il crollo del consumo di pane (-40%) e di pasta. Dico questo anche in base alla percezione che ho parlando con le persone. Anche quelle persone che sono più restie al cambiamento comunque percepiscono che qualcosa intorno a loro sta cambiando, e questo le mette parecchio in disagio. Il merito di tutto ciò va indubbiamente ad Adriano Panzironi, un libero pensatore (ad averne di pù!) che con la sua perseveranza si candida a lasciare un segno nella storia. Solo 3 o 4 anni fa non esisteva proprio il concetto nell’opinione pubblica (parlo per l’Italia eh) che i carboidrati fossero la principale causa di obesità e malattie degenerative. Gutta Cavat Lapidem! Prima di Panzironi i nemici pubblici numero 1 erano esclusivamente (ed erroneamente) i grassi e le proteine. Mentre proteine e grassi sono in realtà dei nutrienti indispensabili, tonnellate di carboidrati e cereali (metabolizzati nel sangue come glucosio) non solo sono inutili (non c’è nessun nutrimento…) e dannosi, ma il nostro organismo addirittura non sa proprio che farsene! Una menzogna evidentemente molto ben custodita dal dopoguerra ad oggi (prima l’obesità era praticamente inesistente), anche grazie e soprattutto alla colpevole complicità dei media. Sono a tutt’oggi disgustato da Rai, Mediaset, La7, Sky e stampa nazionale per come continuano a prostrarsi ai potenti ed evitare rigorosamente di parlarne (molti quotidiani in realtà ne parlano schierandosi contro). Vengono addirittura “commissionate” a SuperQuark delle informazioni pubblicitarie spacciate per divulgazione scientifica A FAVORE del consumo di carboidrati. Fortunatamente esistono le TV locali ed il Web. Purtroppo temo che prima o poi Panzironi verrà (ahimé) messo a tacere con le maniere forti. Panzironi “nuoce gravemente” al business delle multinazionali e delle case farmaceutiche, questo si…

    Vincenzo

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    10 Agosto 2019 in 9:45 am
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    Nick ma che fai? Adesso ti metti a censurare i commenti anche tu?

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