Nick VS Pseudomonas: ti spiego le infezioni ospedaliere

SLA e Infezioni – Se mi segui da un po’ ne sei al corrente: tra le incredibili sfide che la SLA di mio padre mi presenta, ce n’è una che più o meno conoscono tutti e che – almeno questa – non è propria del solo Maurizio (mio padre, appunto). Mi riferisco alla lotta quotidiana alle infezioni, una roba da “farti venire il sistema nervoso”, come sbraiterebbero dalle mie parti in dialetto. No aspetta, detta così – su questo blog – rischia di ingenerare confusione; intendo che è una roba da farti perdere la pazienza, nemmeno Giobbe resisterebbe dal tirare un cazzotto a una porta, prima o poi.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Quando il gioco si fa duro, lo Pseudomonas e la Klebsiella cominciano a giocare. Ovvero: con la SLA che si porta avanti col lavoro, quando in ospedale appena ti rivedono ti salutano ormai per nome, magari sei allettato e bucato (PtP: Peg, tracheo, Picc) con un sistema immunitario disorientato nel tempo e nello spazio, beh tra i tuoi compagni di vita che non ti lasceranno mai più possiamo annoverare i due batteri di cui sopra. Saranno molto più attaccati a te di tua moglie, ben di più di un diamante (che “è per sempre”, no?).

In simili condizioni è del tutto matematico che oltre alle difficoltà dell’Amiotrofica si insinuino altri rognosissimi rompicoglioni di batteri: Pseudomonas Aeruginosa, Klebsiella Pneumoniae, Proteus Mirabilis ed Escherichia Coli i più noti. I due più tosti – penso di non sbagliare – sono il primo ed il secondo. Generano polmoniti ed una miriade di altre complicazioni (mio padre può fregiarsi della rarissima artrite settica cui abbiamo combattuto anni fa), ti mettono KO, ti sfiancano rendendo la tua vita – e quella del caregiver – un incubo. Macchina della tosse come non ci fosse un domani, aspirazioni continue, valori che traballano, persistente situazione di angoscia. Non si può manco andare al gabinetto con serenità, perchè appena torno c’è già la saturazione da rialzare. Sto odiando quei due bastardi con tutto me stesso. Tu dirai: “fai un po’ di antibiotico e finita lì“. Eh, magari! Mentre un sano se la cava con un bel ciclo di antibiotico per le fasi acute, avendo un sistema immunitario che nel resto del tempo fa il suo dovere, un malato di SLA in fase avanzata e con le caratteristiche sopra menzionate ha le difese azzerate. Quindi?

Ti spiego. Quel genere di batteri, una volta che te li prendi è ben difficile – se non impossibile – che vengano spazzati via dal tuo organismo. Me li tengo io così come se li tiene mio padre e, è probabile, li hai anche tu che mi leggi, indipendentemente dal tuo stato di salute (sano, malato di SLA, ecc.). La differenza sta nel sistema immunitario: il mio più o meno funziona e tiene quegli invasori a bada. Qualora riuscissero a prendere il sopravvento, gli do una botta di antibiotico e non ne parliamo più per qualche anno, non perchè sono morti tutti ma grazie al mio immune-system che li tiene entro la soglia di tolleranza. Le difese di mio padre, tipiche di un malato al suo stadio, non esistono e ciò consente a Pseudomonas e Klebsiella di rompere le palle sempre. Finisci un antibiotico e dopo alcune settimane hai già signs&symptoms dell’infezione acuta. Ci ridai giù di antibiotico, passi una settimana tranquilla e la giostra ricomincia: problemi, difficoltà, sofferenze e poi nuovo antibiotico, 4 giorni di pace e ancora il conto alla rovescia al “quanto manca al prossimo giro?”. L’antibiotico dà loro una bottarella e non appena il trattamento giunge al termine questi – che sono rimasti nell’organismo privo di difese per tenerli a bada – tornano a moltiplicarsi per scassarti gli zebedei. Infine tieni a mente che di antibiotico non si può abusare, ha effetti collaterali e genera il micidiale fenomeno dell’antibioticoresistenza. In pratica l’antibiotico non uccide tutti i batteri, li riduce di numero e li depotenzia affinchè quelli rimasti vengano gestiti (tenuti in stato di sottomissione, per farla facile) dal sistema immunitario. Il problema è che durante un ciclo di antibiotico, un batterio che non-si-sa-come trova il modo di fottere il farmaco c’è sempre. Scopre come diventarne immune (resistente) e poi si riproduce trasmettendo le istruzioni ai suoi figli. Questi crescono avendo imparato “dal padre” a resistere all’antibiotico. Sono cavoli amari.

Soluzioni per SLA e infezioni?

Beh, chi riuscisse a vincere le infezioni ospedaliere andrà diritto a Stoccolma per ritirare il Nobel. Parliamo di una delle grandi sfide della medicina moderna: sbarazzarsi dei batteri senza antibiotico, in malati compromessi. Assodato che una soluzione vera non c’è, si può tentare di limitare i danni ma le misure sono davvero asfittiche:
1) Igiene: conta quanto il due di coppe quando briscola è bastoni. Certo che serve, ma l’incidenza sul problema è relativamente bassa. Quando un batterio te lo sei preso, te lo tieni a vita; parliamo di microrganismi comunissimi, li trovi anche nella più linda delle sale operatorie.
2) Corretta gestione della tracheocannula: aspirare bene, fare la tosse bene anche scuffiando, sono mosse ideali per ridurre sofferenze e – nel caso – secrezioni stagnanti che fanno da terreno di coltura. Misure necessarie, ma ahimè insufficienti.

I rimedi di Nick per SLA e infezioni
Se li avessi trovati, ti starei scrivendo da una villa alle Hawaii e sulla libreria dietro la scrivania scorgeresti il Nobel e una laurea ad honorem in medicina. Invece ti scrivo da una ridente e afosa cittadina a 50 metri dal fiume Po, sulla mia libreria ci sono una guida del telefono del 1999 e una bolletta da pagare domani. Converrai che il rimedio alle infezioni non l’ho trovato, evidentemente. Ma…

Mi ci sto scervellando che neanche ci fossero in palio 500 milioni di Euro. Sto usando il metodo che tante volte mi ha permesso di vincere sfide impossibili, quello della scomposizione. Non sono arrivato al dunque e – in tutta onestà – solo a pensare di compiere un miracolo simile mi fa sentire un imbecille. Non lo penso – puoi giurarci – voglio però tentare di arrivarci vicino, insomma di continuare pure a perdere ma riducendo il gap di forza tra i batteri e mio papà. Come?

  1. Aggredirli senza antibiotico, con qualunque cosa la scienza stia scoprendo. Ci sono diverse sostanze naturali che si sono già dimostrate in grado di dare un contributo. Le sto impiegando da un po’. Inutile dire che non bastano, ma più avanti ti spiegherò perchè sto intravedendo un aiuto concreto. La medicina le sta testando per capire se ne può ricavare in futuro una alternativa agli antibiotici.
  2. Supportare il sistema immunitario: non c’è verso di ottenere un risultato, fosse anche parziale, senza passare da questo punto. Come ti spiegavo, è evidente che il sistema immunitario faccia la differenza tra mio padre e me, tra un qualsiasi ammalato allettato e un sano qualunque. Con lo Pseudomonas e la Klebsiella sono senz’altro venuti a contatto entrambi, ma l’uno ne soffre e l’altro no. Sono le difese dell’organismo il punto chiave: nessuna difesa può annullare la presenza dei batteri, ma il sistema immunitario di un sano riesce a tenerli sotto controllo senza farmaci antibiotici, quello del malato no.

Se riuscissi a depotenziare i batteri e – al contempo – a rinforzare il sistema immunitario, potrei rendere la vita più facile a mio padre e al sottoscritto. Certo, sarebbe impresa titanica. Comunque vada, ti aggiornerò. Se pensi che ti ho spiegato in modo semplice ed efficace i meccanismi delle infezioni ospedaliere e vuoi ringraziarmi sostenendo il mio blog, puoi farlo con una donazione qui sotto. Oppure leggiti un mio libro, che magari ti piace anche! Ah, avendo raggiunto i 1000 follower su Facebook, fino al 30 giugno 2019 c’è uno sconto del 30% su tutti i miei eBook. Lo puoi ottenere inserendo il codice “millegrazie” (prima di confermare l’ordine)


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4 pensieri riguardo “Nick VS Pseudomonas: ti spiego le infezioni ospedaliere

  • Avatar
    25 Giugno 2019 in 8:26 pm
    Permalink

    Niente Argento colloidale,Niente antibiotici omeopatici.
    Sei troppo sbilanciato sulla medicina ortodossa.
    Dovresti sforzarti di guardare altrove se vuoi fare qualche passo in avanti!
    Saluti
    Nex

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    • Nick The Quick
      26 Giugno 2019 in 12:28 pm
      Permalink

      No ma sto guardando altrove, i miei tentativi sono al di là del normale antibiotico. Poi è vero che non sai quanto mi piacerebbe dirti che si può far senza antibiotico, ma ahimè non si può. Però ribadisco che so bene che per tentare qualcosa devo guardar oltre e sono d’accordo con te. Ciao e grazie del commento!

      Risposta
      • Avatar
        27 Giugno 2019 in 11:12 pm
        Permalink

        Guarda che AC non è un normale antibiotico con l’argento vai sul sicuro sia come efficacia,velocità e antibiotico resistenza zero.
        Non ha nessuna controindicazione a parte prendere probiotici + prebiotici durante l’uso.
        Ricorda che usando i classici antibiotici acidifichi il terreno,crei disbiosi e ciò porta alla infiammazione ovvero alla morte cellulare.
        Come ho già scritto in un altro mio messaggio elevati livelli di stress causano l’acidosi tissutale e tutte le patologie extra che tuo padre ha avuto e che avrà finche’ non si elimina questo circolo vizioso.
        Sicuramente anche la Sla è causata dallo stress.
        Se ti servono info sul AC chiedi.

        Saluti
        Nex

        Risposta

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