Dopo Natale di Merda a Casa (2014), Natale in Rianimazione (2015) e Natale in Ospedale (2016), eccomi ad essere uno dei protagonisti dell’attesissimo Natale in Ospedale 2, (2017).

Come già saprai, questa storiaccia è cominciata i primi giorni del 2014 e per il Natale di quell’anno era già ben chiaro il casino che stava prendendo forma. Le festività invernali del 2015 le abbiamo passate in rianimazione, ed è anche andata bene visto che per come s’era messa stavamo già per stampare i manifesti di Natale al Cimitero. Invece siamo riusciti a mandare in onda Natale in Ospedale nel 2016 e pure il sequel in questo 2017. Che tu dirai “bei natali del cazzo, comunque“, e hai ragione. Ma per quello che era lecito attendersi dalla SLA di mio padre (“uomo-bulbare-60 anni tondi tondi” è il trinomio per eccellenza della sfiga, quanto a fattori di progressione aggressiva e prognosi nefasta) dobbiamo essere contenti di essere arrivati sin qui, rimandando – il più possibile – quelle che sono le varie tappe forzate, mi riferisco a SLA bulbari tanto rognose.

Il film che andrà in onda quest’anno non sarà molto diverso da quello del 2016. Mia mamma la spedisco dalla nonna, è giusto stia un po’ con lei per qualche giorno, mentre io starò in ospedale da mattina a sera senza dividermi la giornata con nessuno dal 24 dicembre fino a dopo Santo Stefano. Da lì riprenderò a fottermi “solo” tutti i pomeriggi, e va bene così, visto che avere più tempo libero significherebbe avere mio padre sotto terra.

Per noi che abbiamo una SLA “in casa” questo periodo di feste non è granchè allegro, diciamolo che ci girano un po’ i maroni a sapere che gli altri fanno cene interminabili, vanno in montagna o stanno anche semplicemente in casa a guardare la tv e a non fare un cazzo dalla mattina alla sera per giorni, se non mangiare pandori e dormire! Se sei un ammalato, avrai il fumo che ti esce da sopra la testa – e come darti torto amico mio! – tra immobilità, saliva che ti rompe le palle, secrezioni tracheali ostinate, piaghe dolorose come un cane che ti morde il culo h-24, NIV che sembra di vivere con un’aspirapolvere al contrario piazzata in mezzo alla faccia, poi aghi nelle mani o tubi che se ci facessi passare dentro le lucine, ti manca giusto il puntale in testa e sei addobbato meglio dell’albero di Natale.

E se sei invece il cosiddetto caregiver? Mentre gli altri di notte dormono beatamente sotto il piumone tu ti svegli ogni ora riposando dimmerda, aspiri, sposti gomiti, soffi narici altrui e giri teste, di giorno gli altri fanno shopping e bevono cioccolate calde e tu sei a mettere l’urocondom e a sagomare un cuscino per fargli stare le mani in scarico. Nel pochissimo tempo libero che hai, il destino – che è sadico – ti fa incontrare gli amici più contenti e spensierati dell’intero sistema solare: ti tocca sopportare tutti quelli che ti raccontano dove andranno a festeggiare Capodanno con la loro apprensione pre-evento, tra il caricare la macchina con vestiti e sci ed il terminare la corsa frenetica ai regali. Dulcis in fundo – può succedere – del tutto in buonafede ti chiederanno: “e tu, cosa fai per l’ultimo?“. Sì perchè l’amico meno fortunato con cui parli per le feste, vive il dramma che “in montagna speriamo ci sia neve, cazzo, sennò due coglioni!“. Spererai in cuor tuo di incontrare altri che come te faranno feste pessime, tra dolore, dispiacere, esaurimento e magari problemi economici che la Sfiga Lenta Atroce si porta spesso con sè, specie se non avevi le spalle larghe da prima. Li cercherai ovunque dei compagni di sventura, in un triste tentativo di trovare una consolazione, un mal comune mezzo gaudio, ma più ne cerchi meno ne trovi. Anzi, più ti guardi attorno – dalla finestra – perchè ormai sei quasi relegato in casa, e non farai altro che incrociare amici e parenti festanti. Festanti sì ma non troppo, si lamenteranno di fronte a te dello stress da vacanze, di pranzi e faticosissimi cenoni. E tu – se hai la SLA – ti si serra la bocca a scatto manco fosse una tagliola, è un effetto comune nella malattia, lo sai. Se sei il caregiver familiare, pure a te la bocca ti si chiude e digrigni i denti, ma come effetto collaterale dello scoglionamento che sta montando!

Dai, proviamo almeno a riderci sopra, noi che il botto della mezzanotte del 31 sarà il ventilatore che suona perchè s’è staccato quella minchia di mount  (che a farlo con un gancetto o una ghiera, ci voleva un ingegnere nucleare, eh?).

Buon Natale e buon anno ragazzi, che Dio ce la mandi buona…

https://youtu.be/Hq-RNDYWbKo

 

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2 Comments

  1. Auguri Nick! Sopratutto di rimanere forte, sereno e saldo e che il 2018 ti porti buone notizie e se non un miracolo almeno dei risultati dopo tanta fatica!
    Un caro saluto

    1. Grazie mille, gentilissima! Il miracolo lo vedo difficile, però non mettiamo limiti alla Provvidenza 😀

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