La menta aumenta… l’FVC e i valori della spirometria?!

Non è un articolo di soft-porn! Con “spirometria”, nel mio motore di ricerca di immagini per la copertina di questo post, non usciva un bel niente; quindi ho messo “respirare” e l’unica foto disponibile era quella che vedi. Insomma, è quello che passava il convento, ok?


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Doverosa premessa. Quel che stai per leggere non è il frutto di un esperimento che ho fatto, non so nemmeno se possa essere potenzialmente utile per la SLA e certo non mi azzardo a pensarlo con così poco (e sono serio, credimi!). Voglio semplicemente raccontarti ciò in cui mi sono imbattuto ieri, cercando una cura per la perdita dei capelli. No, non ridere e aspetta!

Poco dopo i 20 anni sono stato letteralmente travolto da una forma aggressiva di paranoia dell’alopecia. Ricordo che all’epoca presi un appuntamento con un mega specialista tricologo, nonostante di capelli non ne avessi ancora perso nemmeno uno; il dottore, vedendo la mia folta chioma, mi chiese perchè fossi andato a farmi visitare. “Se fossi già pelato avrebbe senso venire, invece?“, gli risposi. La visita terminò con un “ritorni qui tra una decina d’anni, almeno“, e me ne andai soddisfatto. Ad oggi, in effetti, non posso lamentarmi: di calvizie manco l’ombra e, pur non avendo l’attaccatura di quando ero in seconda media, ammetto che mi stia andando di lusso. Però… eh le fobie non è che passano. Essendo diventato un indiscusso cane da tartufo delle sperimentazioni, vuoi che non abbia spulciato per scovare qualcosa in proposito? Prevenire, d’altronde, è meglio che curare. Bene, ieri mi imbatto nell’olio essenziale di menta piperita (da qui in poi: menta) scoprendo che in un test sui topi cui hanno somministrato placebo, una soluzione particolare, un noto farmaco anti-caduta e la menta, beh i topi con la “capigliatura” più incredibile stavano nel gruppo di quest’ultima. Fantastico!

A quel punto mi metto a setacciare tutti gli studi sull’olio di menta e ne trovo uno che coi capelli non c’entra un fico secco ma… impossibile non leggerlo! Si intitola “Gli effetti istantanei dell’olio essenziale di menta piperita su parametri fisiologici e performance d’esercizio fisico“.

Hanno preso 30 soggetti sani, a 15 il placebo e all’altra metà la menta (qualche goccia sulla lingua), poi hanno misurato un po’ di variabili ed effettuato il test della spirometria, uno degli esami più importanti per chi ha la SLA nei primi stadi della malattia o per chiunque possa avere difficoltà respiratorie. Tra le misurazioni più interessanti, oltre la respirazione: forza della presa, capacità di saltare in alto e in lungo. Questo il link alla pubblicazione.

Risultati?

Miglioramento in tutte le variabili. Incremento della forza di presa (grip) +36%, capacità di salto in verticale + 7%, capacità di salto in lungo +6,4%. Dopo 5 minuti si registra un aumento significativo della FVC1 del +35%, del Picco di Flusso Inspiratorio (+66%) ed Espiratorio (+65%).


Conclusione: il miglioramento negli esiti della spirometria (FVC1, PEF, and PIF) potrebbe essere dovuto all’effetto della menta piperita sulla tonocità della muscolatura liscia bronchiale, con o senza effetto sul surfattante polmonare.

Allora? È o non è una figata assurda? Ok, nulla che valga il grido al miracolo, però in prospettiva – se venisse testata su qualche SLA – a naso mi viene da dire che può rivelarsi interessante. Non sto mica pensando che con la menta si possano evitare NIV e tracheostomia con ventilazione meccanica, non farmi passare per scemo. Dico solo che – forse – potrebbe essere un qualcosa che sia opportuno verificare per capire se, ed in che termini, può aiutare dei soggetti in cui la complicazione respiratoria è all’orizzonte.

Prima di concludere, vediamo qualche altra chicca. Nei risultati è emerso un minor tempo di reazione audiovisiva, ciò – secondo i ricercatori – è conseguenza dell’azione di stimolazione che la menta piperita avrebbe direttamente sul cervello, proprio poichè l’effetto sulle variabili considerate è quasi immediato (da 5 minuti a 1 ora post-somministrazione).

Va da sè che se mio padre fosse alle soglie della NIV, dopo l’incontro con questo studio gli metterei olio essenziale di menta piperita anche nelle orecchie, ma io sono io e sono un po’ matto, tu non azzardarti – davvero! – a fare delle prove fai-da-te senza il medico, che poi ti vai a mettere nei casini. Si tratta infatti di un trial su un piccolo campione di sani, tienilo a mente!

Questo è quanto! Se apprezzi il mio blog e pensi che condivido informazioni che abbiano un valore, puoi sostenermi con una donazione al link qui sotto. Oppure leggiti un mio libro, se ritieni possa esserti utile (i miei eBook li trovi nella sezione apposita, qui).

Un pensiero riguardo “La menta aumenta… l’FVC e i valori della spirometria?!

  • Avatar
    22 Settembre 2019 in 12:45 am
    Permalink

    Niente male questa info ma con la dieta life120 il problema dei capelli bianchi e deboli si risolve in breve tempo.
    Ora una info da parte mia riguardante la malattia di tuo padre.
    Sono già state fatte sperimentazioni su malati di Sla e sclerosi multipla con la cannabis sativa e pare rallenti la morte dei motoneuroni,riduce i sintomi di spasticità e migliori il sonno.
    Cerca”Sla e cannabinoidi” e “cannabis neuroprotettivo”. Troverai un bel po’ di articoli.

    Saluti
    Nex

    Risposta

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