Melatonina e SLA – La melatonina è conosciuta per favorire il ciclo del sonno e la si trova acquistabile liberamente a dosi di 1mg un po’ dappertutto, dalle farmacie agli scaffali di integratori nei supermercati. Non è un ormone – come contrariamente si pensa – ed è secreta dalla ghiandola pineale al calar del sole, per raggiungere il picco attorno alle 2:00 di notte.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Nella SLA ha catturato l’interesse di alcuni ricercatori per via di alcune caratteristiche che non mi sembrano banali.

Melatonina e SLA

  • ha una funzione antiossidante di quelle potenti, rientra infatti tra i cosiddetti scavenger ovvero sostanze antiossidanti particolarmente utili nello sbarazzarsi dei radicali liberi prodotti dalle reazioni che avvengono nell’organismo (e nella SLA – come in molte altre patologie – sono in sovrabbondanza);
  • riesce a contenere i danni dell’eccitotossicità del glutammato. Per chi non se lo ricordasse, il glutammato è un neurotrasmettitore indispensabile nel sistema nervoso umano ma nella Sclerosi Laterale Amiotrofica vi è un eccesso di tale neurotrasmettitore che porta alla morte dei neuroni motori. In vitro ed in vivo, la melatonina è riuscita a mostrare una importante protezione a vantaggio dei motoneuroni nei confronti degli effetti tossici dell’eccesso di glutammato;
  • nella SLA i recettori di un sacco di cose vanno letteralmente a gambe all’aria. Cos’è un recettore? Bella domanda, per un incompetente quale sono (ho fatto il classico, e all’università non ho fatto nè medicina nè biologia, per intenderci). Dovrebbe essere una proteina, la quale permette a qualcos’altro di funzionare a dovere. Facciamo un esempio. Se tu assumi Vitamina D, essa può funzionare correttamente solo se i recettori della Vitamina D stessa vanno che è una meraviglia: se questi fossero KO potresti assumere Vitamina D a cucchiaiate senza trarne beneficio. Se non ho capito male nella SLA abbiamo un problema non solo nell’eccesso di glutammato, ma anche nel funzionamento dei suoi recettori e la melatonina parrebbe in grado di rimodularne positivamente l’attività. Buono, no?

In uno studio del 2006 su Melatonina e SLA condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi, è stata somministrata melatonina a dosi da cavallo (300mg ogni sera) per ben due anni a pazienti affetti da malattia dei motoneuroni, l’obiettivo era quello di valutare da un lato la sicurezza di un dosaggio tanto importante, dall’altro gli eventuali benefici in termini di riduzione dei radicali liberi e marcatori di stress ossidativo. Ebbene: nonostante i quantitativi, non ci sono stati effetti avversi, qualcuno ha dormito appena un poco di più o si è addormentato in minor tempo (ed io – che ora che m’addormento è già mattina – avendo un sonno così leggero da farmi incazzare se ci penso, ci farei già la firma…). I vantaggi sono stati l’aver riscontrato un’ottima azione sui radicali liberi e sui loro marcatori, oltre che quanto già scritto nei punti di cui sopra. Curioso che nel trial abbiano utilizzato suppostoni da 300mg, forse perchè per fare pastiglie di quel dosaggio avrebbero dovuto realizzare biscotti di melatonina più che compresse? Non proprio. Si voleva evitare l’endovena per così lungo tempo (due anni, appunto) e soprattutto bypassare il fegato, per non affaticarlo e specialmente per non limitare l’assorbimento della dose visto che ogni farmaco, sostanza o integratore che passi dallo stomaco – e quindi poi dal fegato – vede ridursi di un po’ il suo potenziale.

La melatonina – studiata in trial di medicina ufficiale su Melatonina e SLA, sia chiaro – non è entrata nei protocolli anti-Amiotrofica e penso ci vogliano ancora altri step prima che ciò possa essere forse considerato. Nel trial di cui parlavo non ci sono stati miracoli (come per la totalità delle altre sostanze finora impiegate, va detto), pur avendo comunque constatato una presunta utilità del principio attivo. Della documentazione relativa alla sperimentazione, ricordo una frase estrapolata dalle conclusioni e che dice più o meno così, vado a memoria:

Siamo ben consapevoli che una cura della SLA a base di sola melatonina sia del tutto improbabile, riteniamo però che in futuro la SLA possa essere trattata / tenuta a bada con un mix di sostanze tra le quali la melatonina potrà rivestire un ruolo importante.

Che l’idea del mix di sostanze mi solletichi è noto, non tanto per una mia immotivata ideologia, quanto perchè mi affascina concretamente l’ipotesi. Ci sarebbe poi da discutere delle dosi: mentre lo studio sui pazienti SLA indica la melatonina come del tutto priva di effetti avversi (così come un medico che conosco – e che di melatonina se ne intende – mi dice che non darebbe problemi anche a dosi ben superiori), altri medici considerano dosaggi elevati e prolungati in grado di provocare problemi, tra cui depressione e turbative dell’umore.

Insomma anche in questo articolo, come sempre, nessuna pretesa di dare opinioni medico-scientifiche, ma solo la voglia di commentare – da osservatore – uno studio che ho apprezzato su Melatonina e SLA.


Se ti piace leggermi e puoi aiutarmi a combattere questa tremenda sfortuna che si è abbattuta sulla mia famiglia, ti prego di leggere la pagina SOS-TIENIMI.

2 Comments

  1. Già il fatto che hanno detto che la melatonina sarà uno degli ingredienti per quanto riguarda la “cura”della SLA, bè penso che quindi siamo sulla buona strada, è una dichiarazione decisamente importante questa…
    Avanti tutta! Continua così!

  2. Buonasera. A me la melatonina nel dosaggio standard farmaceutico in pillole causava terribile tachicardia, per fortuna il mio dottore capi’ l’associazione e dovetti rinunciarvi.

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