Diagnosi SLA, risonanza, elettromiografia ed altro ancora

Diagnosi SLA – Come ti spiegavo nella pagina sulla SLA, il percorso che porta alla diagnosi è lungo e pieno di insidie. O meglio: l’insidia vera è la SLA stessa e tutto il resto, per quanto a volte davvero rognoso, sarebbe comunque meno peggio.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Lo so che forse leggendomi ti spaventerai, ma se sei arrivato qui vuol dire che ti sei già spaventato a sufficienza e non sarò io a far pendere l’ago della bilancia dalla parte del piatto della paura. D’altronde – tu che mi leggi – avrai intuito che l’Amiotrofica è la peggiore delle ipotesi. Comunque lottare si può, quindi non partire e darti per vinto da subito: qualcuno che sta vendendo cara la pelle, nel mondo, c’è. Ma torniamo a parlare di SLA e diagnosi.

Solitamente si arriva da un neurologo quando le cause più facilmente diagnosticabili di quelli che sono i tuoi problemi vengono via via escluse. Si tratta spesso di sintomi quasi misteriosi, comparsi per caso, non ancora nettamente distinguibili, variabili nel tempo. A quel punto cominci i controlli dai vari medici e rimbalzando da uno studio all’altro arrivi nel reparto di neurologia di qualche ospedale dove inizieranno una serie di test diagnostici per capire che diavolo c’è.

Diagnosi SLA – Cosa cercheranno? Un po’ di tutto: neuropatie varie, malattie infettive, intossicazione da piombo acuta, qualche malattia autoimmune, oppure la Sclerosi Multipla, un mezzo Parkinson, un tumore al cervello o infine la Miastenia Gravis che – tra tutte – pur chiamandosi “Gravis” è in linea di massima la meno “gravis”. Un po’ come se in Champions League tra Real, Bayern Monaco, Barça e Manchester United tu vai a pescare lo Shaktar Donetsk. E’ una bella squadra, intendiamoci, ma non ci sono Messi, Ronaldo o Lewandowski.

Diagnosi SLA ed elettromiografia, risonanza magnetica, esami del sangue

Diagnosi SLA – Come cercheranno? Con esami del sangue e delle urine, con la ricerca di anticorpi particolari, con una risonanza magnetica al cervello particolarmente potente e solitamente lunga (anche più di mezz’ora). E se non trovano un cazzo? E’ quella l’inculata! Perchè se non trovano niente ti mettono davanti una scatola di Riluzolo (un farmaco per la SLA che ahinoi fa poco più dell’acqua fresca) e ti dicono – intanto – di cominciare a prenderlo. Poi si vedrà. Non è mica colpa dei medici, del resto, se la Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia tanto difficile che è solo il suo eventuale progredire a renderne via via più certa la diagnosi.

Diagnosi SLA – Tra gli esami fondamentali – oltre a quelli già menzionati – ci sarà l’elettromiografia. Con quella ti attaccano ventose (o anche qualche ago, a volte) in vari muscoli e cercano di individuare l’origine dei problemi. Si tratta di un test importantissimo anche se non decisivo: potresti avere la SLA ma ancora una EMG (elettromiografia) pulita, ovvero senza particolari segni di sofferenza. Oppure si potrebbero già notare segni di denervazione o fascicolazioni ed in questo caso qualche dubbio in meno, purtroppo, ci sta. Nel sangue guarderanno pure il dosaggio dell’enzima CPK: se piuttosto alto, può indicare la presenza di un danno muscolare in atto. La certezza, comunque, la darà il tempo e l’eventuale progressione; è bene ricordarlo.

 

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