Non avrei mai pensato di rifare quella domanda una seconda volta, dopo l’intricata vicenda delle infezioni. E invece…


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


So che sto diventando pedante con questa cosa che sto per ripeterti, ma poi so anche come finisce: che leggi senza aver bene in mente i punti precedenti e ti perdi nel discorso. Io lo dico per te, se sei furbo rileggiti gli articoli della categoria metalli pesanti e tieni bene a mente quello sul piombo, ma anche gli altri.

Siamo tra la fine di settembre e i primi di ottobre 2015, quando ricevo una chiamata dalla Prof. dell’università che – lo immaginavo – mi avrebbe comunicato gli esiti di mio padre. Ero convinto che questa strada non avrebbe tirato fuori nulla di straordinario, anche perchè era impossibile – suvvia – che mio padre fosse stato esposto a metalli tossici. Certo, avevo fatto lo stesso ragionamento per la zecca della Borrelia… però no, “vedrai” – mi sono detto – “qui proprio non c’è una mazza“.

Io: “Buongiorno Professoressa, immagino il perchè della chiamata, che dicono gli esiti?”
Prof.ssa: “Dire che è intossicato è fargli un complimento…”
Io: “Cioè?”
Prof.ssa: “E’ uno dei peggiori – forse il peggiore – di tutti quelli che ho visto nella sperimentazione, sia come forma di SLA, sia come livelli di avvelenamento”
Io: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora… beh per ora facciamo solo adesso. Quindi?”
Prof.ssa: “Vediamoci al più presto, c’è molto da fare, e bisognava avere già iniziato, io e Lei dovevamo incontrarci prima…”

Ok, è andata così, questo il contenuto del breve dialogo al telefono. Mio padre era, a settembre 2015, stracarico di piombo, cadmio, bario, alluminio e tanto altro ancora. Wow. E poi, d’un tratto, sento un botto, un frastuono con tanto di flash che riecheggia nella mia testa e mi sovvengono alcune cose in serie.

  1. Il piombo a mio padre fu provato durante la differenziale, e non c’era. Ma con questo esame (regolarmente pubblicato sulle riviste scientifiche) non solo c’è, ma è il 6000% rispetto al valore massimo! Quindi, se il dosaggio del piombo fa parte del processo di diagnosi differenziale, e l’avvelenamento da piombo ce l’hai pure bello alto (se fosse alto di poco, puoi vederlo come una concausa)… allora… beh. Boh!
  2. Mi viene poi subito in mente quel che avevo letto, sempre sulle riviste scientifiche e negli studi pubblicati, e ho la pelle d’oca. Cito testualmente dal lavoro di un conosciutissimo istituto del Nord Europa: “l’intossicazione cronica (lenta) da piombo è simile alla SLA in molti aspetti ed in entrambe le condizioni sono colpiti esclusivamente i motoneuroni. L’atrofia e la distribuzione della paresi dell’intossicazione da piombo è clinicamente indistinguibile da quella della SLA. Inoltre, l’intossicazione da piombo può colpire i muscoli della fonazione (del parlare) così come lo fa la SLA. E’ bene considerare che l’intossicazione da piombo colpisce proprio le cellule del corno anteriore del midollo spinale, così come accade nella SLA. E’ dimostrato che quelle cellule sono selettivamente sensibili alla neurotossicità del piombo”.

Ci risiamo.

Cioè? E’ SLA? Chissà?! Ma va? Che ha? Embè? Che c’è? Ma no?! Ma toh! Ohibò!

Oltre al piombo, ti dicevo, c’era molto altro e alla fine di questo articolo ti metto tutto. Ma siccome – lo ammetto – non credo più a niente, sfrutto l’opportunità di due amici che mi chiedono di fare anch’essi il test. Gli spiego quel che ho capito, preciso che può essere un passaggio il quale – nel loro caso – non porta da nessuna parte e, quando mi confermano di voler provare comunque, mi adopero perchè vi si sottopongano. Il mio incubo segreto? Eccolo: che quei due amici risultassero molto più intossicati di mio padre, pur avendo lui una patologia con una progressione così severa e rapida rispetto a loro. In tal caso, non dico che gli esiti sarebbero divenuti carta straccia, ma avrebbero contribuito ad ulteriori dubbi ed interrogativi.

Ah, questo è il risultato di mio papà.

metp

Un appunto su come leggere il grafico: confronta sempre ogni elemento con il suo valore limite. Ad esempio può sembrare che di cadmio ci sia poco e niente; invece, rispetto al valore massimo consentito, si tratta del 700%. Per chiarezza qui ti riporto gli esiti, così vedrai mio padre di quanto sfora. Tutti quelli che superano il 100%, significa che sono oltre la soglia.

alluminio 208,00%
antimonio 300,00%
arsenico 21,33%
bario 2142,86%
berillio 0,00%
bismuto 0,00%
cadmio 712,50%
cesio 122,22%
gadolinio 13800,00%
piombo 6000,00%
mercurio 143,33%
nickel 287,50%
palladio 0,00%
platino 0,00%
tellurio 0,00%
tallio 40,00%
torio 0,00%
stagno 55,00%
tungsteno 150,00%
uranio 0,00%

Lungi da me il dire che mio papà è una vittima del sistema sanitario. Non lo penso. Credo però che se nella differenziale mi cerchi il piombo, non lo trovi, e invece di piombo ce n’è da vendere… se c’era una chance, pure stavolta ce la giochiamo tardi – anzi tardissimo – e solo perchè, a costo di passare per matto, ho continuato a scavare come un disperato, finchè ho trovato questo grazie ad un esame riportato in studi pubblicati sulle riviste internazionali.

Nel prossimo post ti farò vedere che anche io ho finalmente pubblicato uno studio scientifico (semi-serio)! Attenzione, prima che ti fai strane idee: sto scherzando! Ma capirai meglio tra poco. Se tutto ciò è interessante e vuoi supportare il blog o la mia battaglia, c’è la pagina SOS-TIENIMI.


Se ti piace leggermi, ritieni utile quello che racconto o semplicemente ti tiene compagnia leggere quanto scrivo, ricorda che – se ne hai le possibilità – puoi sostenermi aiutandomi con una donazione.

15 Comments

  1. Ciao Nick,
    ti faccio i miei complimenti per il sito Web che seguo sempre con attenzione.
    Sono malato dal 2013, ho 49 anni e trovo sempre delle grosse similitudini su tanti aspetti fra la situazione del papà e la mia. L’argomento intossicazione da metalli pesanti dai neurologi non viene mai considerato anche se sono presenti una infinità di studi scientifici che correlano le intossicazioni a malattie come la Sla… Il massimo che si può ottenere e’ l’analisi del sangue che ovviamente risulta sempre nella norma a giustificazione che il paziente non è intossicato e come previsto dal neurologo si tratta di perdita di tempo ( mi chiedo se la loro ignoranza sulla differenza fra intossicazione acuta e cronica sia voluta o reale ..).
    Per favore mi può indicare la pubblicazione sulla chelazione\intossicazione dell’università italiana a cui ti sei rivolto…
    Grazie mille, Edo

    1. Caro Edo, ti ringrazio dei complimenti, sei molto gentile. In effetti è sconvolgente come – da un lato – di piombo fosse vuoto e – dall’altro – fosse invece strapieno. La spiegazione tecnica mi sembra esauriente e semplice, tra l’altro ne ho parlato anche con una neurologa (di un ospedale pubblico italiano, quella che nei miei articoli chiamo Superneurologa, per intenderci) ed è rimasta molto colpita, dicendomi che ho fatto benissimo a fare tutto quanto. La strada insomma merita – anzi meritava nel 2014 – di essere esplorata. Ora sono di fretta, tra un paio di giorni ti mando tutto. Se mi dimentico, mandami una mail.

  2. Ciao Nick,
    grazie per l’articolo …volevo fare gli esami anche a mio padre…ormai purtroppo in una situazione molto avanzata.

    Ho provato a contattare un istituto di medicina del lavoro ma non mi hanno saputo dire molto,…hai cortesemente
    qualche riferimento da darmi e in particolare gli esami specifici da effettuare?

    Ti ringrazio molto, the battle rages on…

    M

    1. Il problema è che se non puoi muoverlo è difficile. Di dove sei? La provincia, almeno.

      1. Ciao Nick, scusa il ritardo delle risposta… sono in provincia di Milano!

        1. mandami una mail, la trovi nella pagina CONTATTI, così ho il tuo indirizzo e ti rispondo. Non è semplice, però, non potendolo trasportare. Vediamo cosa mi viene in mente

  3. Buongiorno Nick,
    complimenti per il blog. Ho perso la mia adorata nonna (un vulcano di energia!) a causa di questa stronzissima malattia… ricordo la disperazione e l’impotenza… complimenti per la tua inesauribile ricerca!
    Volevo chiederti dove è possibile rivolgersi per questo dosaggio e relativa chelazione dei metalli pesanti.
    So che esiste il test del capello (e relativa integrazione via pillole per la chelazione) ma molti dicono non sia attendibile… tu che ne pensi? Sicuramende quella che hai fatto tu per via endovenosa è più certa.
    Avendo in famiglia persone che cause amalgame ed esposizione a metalli pesanti (per lavoro) saranno fortemente intossicate, vorrei muovermi per tempo e capire il grado di intossicazione. GRAZIE!!!

    1. Grazie dei complimenti. Mi dispiace molto per quanto avete vissuto: so, ovviamente, di cosa si tratta e so quanto sia terribile. Prima di rispondere alle domande ti ricordo sempre che io non sono un medico, quindi ti posso dare solo un parere personale che non ha valenza medica. Il discorso chelazione e dosaggio è molto articolato, ti consiglio di leggere anche gli altri post che ho fatto sull’argomento. C’è infatti di tutto: qualche cialtrone che si approfitta della buonafede, ti fa l’esame e lo interpreta in modo furbesco per appiopparti lunghe terapie di cui magari non hai bisogno. C’è chi non è così competente, e chela senza sapere i potenziali rischi. C’è poi chi sa utilizzare l’esame nel modo corretto, sa interpretarlo e conosce tutti gli aspetti. Ti dico questo perchè su Internet sulla questione metalli puoi leggere di tutto: che è una bufala o che è una genialata. Hanno ragione entrambi: può essere una bufala o una terapia sensata, dipende solo da chi ti trovi davanti. Io, personalmente, ho trovato quello che ritengo per me il meglio possibile: professori universitari di una delle più grandi università italiane, con pubblicazioni scientifiche all’attivo. Mandami una mail a keepfighting2015@gmail.com e ti do il contatto.

      1. Grazie mille, sei un angelo! Ti scrivo presto via mail per saperne di più sui metodi di chelazione. Ti abbraccio forte, hai tutto il mio sostegno…

  4. Ciao Nick The Quick!
    circa un annetto e mezzo fa mi hanno diagnosticato la “Schifezza Laterale Amiotrofica”; durante più visite ho chiesto informazioni sui metalli pesanti, ma tutte le risposte sono sempre state evasive e insoddisfacenti. Durante i miei hobby ho trafficato spesso con piombo, alluminio e usato saldatrici…. vorrei saperne qualcosa in più, sottopormi ad esami specifici ed eventualmente intraprendere una chelazione (che fra l’altro non sapevo che esistesse anche per via orale), ma non so da che parte farmi, vorrei chiederti gentilmente se puoi darmi indicazioni e riferimenti.
    Fortunatamente la malattia è a decorso “abbastanza lento” quindi mi vorrei muovere non troppo tardi (sicuramente avrei dovuto svegliarmi prima….).
    Un grande apprezzamento per il tuo sito e alla lotta che hai intrapreso contro questo maledetto male.
    Saluti anche a tuo padre.
    Antonio.

    1. Mandami una mail, e dimmi di dove sei, perchè vedo se il mio contatto ti può aiutare! Ovviamente ben sapendo cosa aspettarti e cosa no. Se leggi tutti i miei articoli sul tema capirai come funziona il discorso chelazione e cosa può fare (o cosa non può fare). Grazie mille dell’incoraggiamento!

  5. ciao Nick! ….ma il tuo indirizzo mail è sempre keepfighting2015@gmail.com?

    1. Sì, ho risposto oggi alla tua mail.

  6. ciao Nick

    mi chiamo Alessandro, ho 51 anni e vivo a Lucca; per farla breve mi hanno diagnosticato la sclerosi laterale primaria (ho avuto i primi disturbi a fine 2005). In questi anni le ho provate tutte (sono anche stato come te in Isdraele dal prof. Slavin), ad oggi sono ancora abbastanza autosufficente, lavoro, giudo la macchina, riesco ancora a camminare (non certo passeggiate e ogni tanto mi ritrovo per terra) con l’aiuto del bastone e anche se un po a fatica e non perfettamente riesco a parlare. Ti seguo con molto interesse e colgo l’occasione per farti i complimenti per il lavoro che stai facendo che è di grande aiuto e conforto per noi malati; è già da un po di tempo che cerco contatti per fare una ricerca sui metalli pesanti ma ad oggi non ci sono riuscito, ti scrivo per chiederti il favore di darmi la possibilita di contattare l’università con cui sei in contatto te.
    Ti ringrazio e ti saluto

    1. Mandata mail

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