Integratori SLA – Preciso che questo articolo era nelle “bozze” da un po’ e non esce certo “contro” qualcuno con cui ho avuto un civilissimo e costruttivo dibattito su un social. D’altronde la frase nel titolo è piuttosto ricorrente e non è nemmeno del tutto sbagliata, ma detta così – come la ripetono in molti senza sapere di cosa parlano – è di una superficialità che oserei definire sesquipedale. Allora servono, o no? Sono scientificamente validi o è roba da ciarlatani? La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Mi spiego.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Integratori è un termine assai vago: ci sono integratori del cacchio ed ottimi prodotti. A sua volta, li si possono usare male o a casaccio, in certi casi invece risultano utilissimi. Come al solito, generalizzare è una cagata e si finisce in un attimo a dire cretinate che neanche all’osteria…

Tali sostanze hanno eccome basi scientifiche: io mi rifaccio esclusivamente a quanto pubblicato negli studi dai ricercatori. Poi se vuoi dirmi che ad oggi gran parte degli integratori non sono approvati per fini terapeutici sono d’accordo (il discorso dosaggi è crucciale, ma non pensiamoci adesso). Sia perchè c’è ancora strada da fare, sia perchè – diciamocelo – chi cavolo vuoi che investa e finanzi sperimentazioni fino alla fine, per delle polveri che costano niente rispetto a farmaci brevettabili e vendibili a caro prezzo? Non è una polemica sterile, anzi è fattuale, come direbbe il Vittorio Feltri imitato da Crozza. Basti pensare che nella SLA, ad esempio, è stato provato che la Proteina C-Reattiva alta aumenta le probabilità di una malattia più veloce e per questo si sta cercando il farmaco per ridurla, senza considerare che un certo tipo di alimentazione e magari qualche integratore sono già egregiamente in grado di raggiungere lo scopo. O meriterebbero almeno un trial serio. Vediamo quando se ne accorgono, ma la parola “farmaco” ha più fascino sulle persone e genera più profitti della Luteina (un carotenoide assimilabile con la dieta e con integratori del tutto naturali). Guai a confondere il mio discorso con il complottismo da due soldi, su quel terreno io non ci vado: semplicemente è ovvio che una ricerca per lo più privata debba perseguire obiettivi di fatturato e non solo di risultati clinici. E’ normale sia così.

Lo scrivente, comunque, non ti sta dicendo che i supplementi sono la panacea di tutti i mali, nè che devono sostituire l’apporto dell’alimentazione e nemmeno che fanno sempre miracoli. La giusta (ho detto quella giusta!) combinazione alimenti e integratori – quando necessari e utilizzati nel modo corretto – si rivela però assai utile. Chi lo dice? La scienza. Vediamo un po’ di esempi che ho poi tradotto alla svelta ma in modo attendibile.

We found that blood vitamin C and β-carotene concentrations were significantly lower in demented than in control persons

Abbiamo visto che la vitamina C e il betacarotene nel sangue sono bassi in chi ha la demenza.

Dietary β-carotene was associated with lower CRP concentrations only among participants with serum β-carotene > 0.43 μmol/L. In this population-based cross-sectional study, serum carotenoids were mediators of dietary carotenoids and CVD risk biomarker associations. Serum β-carotene was also a moderator of the dietary β-carotene and CRP association. These findings may help in the design of future intervention studies on dietary carotenoids in the prevention of CVD

Il betacarotene assunto con l’alimentazione è associato ad una pù bassa Proteina C-Reattiva … Questi risultati ci aiutano a predisporre futuri interventi sui carotenoidi per la prevenzione del rischio cardiovascolare.

These results show that higher serum concentrations of some carotenoids and tocopherols are associated with a lower risk of cervical cancer among Chinese women

Questi dati mostrano come più alte sono le concentrazioni di alcuni carotenoidi e più basso è il rischio di cancro cervicale

We found that serum levels of some carotenoids, α-carotene, β-carotene and lycopene, were lower in PD patients, and that these carotenoids inversely correlated with clinical variables representing disease progression. Our findings suggest that decreases in serum α-carotene, β-carotene and lycopene may be associated with the pathogenesis as well as progression of PD

Abbiamo scoperto che i livelli di carotenoidi erano bassi nei pazienti col Parkinson, tali carotenoidi sono correlati inversamente con le variabili cliniche di progressione della malattia. Quindi è ipotizzabile che un livello basso di carotenoidi è associato alla genesi e alla progressione del Parkinson.

Additionally, vitamins A, D, E, and K are reported to influence further mechanisms discussed to be involved in AD pathogenesis, e.g., Aβ-aggregation, Aβ-induced neurotoxicity, oxidative stress, and inflammatory processes

Le vitamine A, D, E e K sono in grado di influenzare meccanismi coinvolti nell’Alzheimer come l’aggregazione di proteine neurotossiche, lo stress ossidativo e i processi infiammatori.

Among the individual carotenoids, those with the most predominant association were lutein-zeaxanthin and total carotenoids for retinol-adjusted RBP4 and RBP4, alpha- and beta-carotene for hsCRP, and alpha-carotene for MCP1 and TNF-alpha.Serum carotenoids were inversely associated with RBP4, hsCRP, MCP1 and TNF-alpha among middle-aged and elderly Chinese adults

La luteina e la zeaxantina ed altri carotenoidi sono associati con la diminuzione di marker infiammatori come il TNF-alfa, la Proteina C-Reattiva nelle persone di mezza età…

C-reactive protein concentrations were inversely related to beta-carotene (P < 0.001), lutein and zeaxanthin (P < 0.001), and lycopene (P = 0.023) concentrations

La concentrazione di PCR era inversamente correlata ai livelli di betacarotene, luteina e zeaxantina.

Fonti: A B C D E F

Ho considerato giusto un paio di sostanze naturali che troviamo in una buona dieta e in qualche integratore, poi ho preso una manciata di pubblicazioni, le prime che sono uscite fuori. Sarei potuto andare avanti per 100 anni, mi sono fermato per brevità o avrei continuato fino a Natale 2018. E’ vero che una selezione di studi si fa con metodo e competenza, mentre io – per forza di cose – la eseguo in modo certamente più grezzo e senza pretese. Voglio solo accendere un riflettore, dare uno spunto.

E tu, sei proprio convinto che gli integratori siano tutti merda inutile? O forse – quelli validi e quando servono – possono svolgere un ruolo non così marginale e su basi scientifiche? Io la mia idea ce l’ho, tu fatti la tua. Va da sè che pur essendo prodotti generalmente di libera vendita è sconsigliato il fare le cose a cazzo specie se in presenza di patologie serie, qui il consulto col medico è più che opportuno.

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