Facciamo di nuovo un salto indietro nel tempo, quando mettevamo piede per la prima volta nel mega-super-ospedale dove poi arrivò la legnata un mese e mezzo più avanti, con la seconda visita e la resa dei conti dopo aver effettuato tutti gli esami prescritti. Se ricordi la storia, siamo a giugno 2014 e porto mio padre da un neurologo esperto di SLA visto che i dubbi iniziano ad essere purtroppo in tal senso. All’epoca i problemi non erano tremendi, ma facevano moltissima paura a noi che – seppur da ignoranti – iniziavamo a masticare la materia: disartria, voce nasale e fascicolazioni rappresentavano un trinomio da farsela nelle mutande. Di come andò quel primo incontro col neurologo ti ho già raccontato qui qualche dettaglio, ora mi soffermo su di un altro aspetto.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Come già saprai, ti ho triturato le palle a sufficienza sul fatto che la diagnosi di SLA è sostanzialmente clinica ed avviene mediante un percorso diagnostico differenziale, escludendo cioè tutte quelle patologie che possono simulare/indurre un corredo più o meno analogo a quello della Sclerosi Laterale Amiotrofica. Nel caso di mio padre furono eseguiti i seguenti accertamenti:

  • una risonanza magnetica ad alto campo;
  • elettromiografia;
  • anticorpi per verificare eventuale autoimmunità;
  • accertamenti per Miastenia Gravis;
  • esami infettivi (più per mia iniziativa…);
  • esami del sangue;
  • dosaggio del piombo nel sangue e nelle urine;

Ragioniamo su quest’ultimo punto. Con l’indicazione del neurologo andai dal medico di base nei giorni successivi, affinchè mi preparasse le prescrizioni necessarie allo svolgimento degli esami. Ricordo bene quando disse: “guardano anche il piombo, poichè un eventuale avvelenamento da piombo potrebbe far venire i sintomi di tuo padre” (che a quel tempo erano quei tre che t’ho detto). “Bah“, mi dissi, “meglio controllare, ma figuriamoci se mio papà ha del piombo”. Tornai a casa per rimettermi a cercare su borrelia e infezioni varie, erano quelli gli argomenti del momento. Sempre pensando: “Bah, figuriamoci se mio padre è stato punto dalla zecca dei cervi“.

Nella seconda metà dell’estate avevamo ormai svolto tutti i compiti, ad agosto tanto tuonò che piovve: secondo appuntamento col neurologo e si torna a casa con le orecchie basse più due scatole di riluzolo. Fu ovviamente uno dei giorni peggiori delle nostre vite. Manco a dirlo, pure gli esami del piombo – che non mi avevano mai incuriosito – erano negativi.

Anzitutto, qual è il vero motivo per cui sono stati fatti quegli esami? Non lo chiesi al neurologo, a suo tempo mi diede qualche delucidazione il medico di base, ma ho poi recuperato chiedendo in giro: sì, pare che un’intossicazione da piombo sia una delle problematiche che possono dar luogo a sintomi neurologici anche da SLA. In letteratura scientifica la cosa è ben trattata, e c’è un mezzo dibattito in corso, se ho capito bene. Facciamo una prima distinzione :

  • una intossicazione da metallo/i pesante/i può generare un corredo sintomatico simile e sovrapponibile alla SLA;
  • una intossicazione da metallo/i pesante/i può essere una concausa più o meno importante nella patogenesi della SLA stessa.

Penso che sul primo punto siano un po’ tutti più o meno d’accordo: esistono intossicazioni ed avvelenamenti che possono colpire il sistema neuro-motorio un po’ come fa la malattia dei motoneuroni. Lo si sa del piombo in particolare, ma vale anche per alluminio o mercurio, ad esempio. Sul secondo punto, invece, si sta ancora studiando ma la voce gira da almeno un decennio: che nella malattia dei motoneuroni (e anche nelle altre malattie neurodegenerative come Sclerosi Multipla, Parkinson o Alzheimer) possano avere un ruolo i metalli tossici è scritto ovunque, nei siti di medicina e dove si parla di SLA. Magari è ancora da definire con precisione quanto pesi il ruolo dei metalli pesanti nel paniere delle cause (e ritengo abbia un peso diverso, da caso a caso), ma che qualcosa sti metalli c’entrino non sembra essere più una novità.

Quando l’anno scorso ho iniziato a darmi da fare con le ricerche ho ben presto incrociato l’argomento dei metalli pesanti in relazione alle malattie neurodegenerative: fu proprio uno dei primi! Incappai così facilmente in questo filone che lo trascurai del tutto. “Del resto” – pensai – “è così risaputo che ci avranno già guardato dentro quasi tutti, sia gli altri pazienti sia soprattutto i ricercatori. Se ci fossero cose degne di nota, si saprebbero già o almeno le si troverebbero in qualche forum sottoforma di quelle indagini personali che molti pazienti compiono“. Con la prima visita al grande centro della SLA, dove in effetti controllarono la quantità del piombo nel sangue e nelle urine di mio padre, mi ero del tutto tranquillizzato. Cercai infatti dovunque, ma sui metalli non feci pressochè nulla: l’ospedalone della diagnosi ci aveva già guardato dentro, ed in rete di grandi aneddoti non ve n’erano.


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Nei prossimi articoli di questa categoria esplorerò – senza pretese, da profano quale sono – più a fondo l’argomento. E’ vasto, e merita.

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