Non è la prima volta che affronto questo argomento, ma oggi mi sento di scrivere qualcosa in più, fermo restando che il mio parere vale quanto la carta igienica (il perchè, nelle righe qui sotto in rosso).


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Lo spunto me lo dà la puntata di Report trasmessa su Rai Tre, ieri sera. Loro sono bravi, per carità: fanno delle belle inchieste e sono davvero capaci di farle. C’è solo un limite, di cui mi accorgo più guardo la televisione o leggo i giornali, su qualsiasi argomento. Il limite è quello di dover fare una inchiesta circoscritta, che ha un inizio ed una fine, su un argomento che – presumo – per il giornalista è nuovo. Documentarsi – e quelli di Report lo fanno di sicuro – non è semplice ma ancor più difficile è avere una visione completa di ciò di cui si sta parlando. Le necessità di sintesi da un lato e il lavoro che ti impone di passare da un tema ad un altro impediscono, per forza di cose, un approfondimento vero. E’ un limite fisiologico, come dicevo, non proprio una colpa.

Il servizio era fatto bene e – per quel poco che conta il parere di un non-medico – diceva moltissime cose giuste. Se pensi che io stia facendo una critica, pur legittima, al servizio di ieri ti sbagli: lo apprezzo e di tutte le cose che ho sentito ne avrei sottoscritte il 100%, o giù di lì. Manca però qualcosa. Avrei aggiunto 5 minuti per spiegare MEGLIO al telespettatore ciò di cui si stava parlando e – magari – ciò di cui NON si stava parlando. Semplifichiamo.

Cosa ha messo in luce, la puntata di ieri sera?

  • gli integratori vengono spesso pubblicizzati con proprietà che non hanno. Un esempio lampante ne è la “carica di energia” che dovrebbero fornire, ed è una cagata. Ora capisco finalmente perchè molti amici mi chiedono se, nella mia esperienza, ho mai trovato un integratore che dia energia. A tutti – ahimè – ho risposto di no, io un integratore che faccia percepire energia non lo conosco. Non voglio tirarmela, ma pur da ignorante io leggo solo le pubblicazioni scientifiche e – infatti – lì di sferzate di energia non ne ho viste. Il servizio di ieri, mettendomi davanti un sacco di pubblicità cui non avevo mai prestato attenzione, mi ha illuminato sull’origine di molte domande che ricevo. Sono d’accordo col servizio: integratori che “ti tirano su” non ce ne sono, che tu sia sano o ammalato di qualche cosa. Poi che esistano sostanze coinvolte nel metabolismo cellulare e nella produzione di energia è vero – lo spiegava un esperto intervistato – ma da qui a percepirsi energici fisicamente ce ne passa. Molto.
  • Tanta gente compra integratori senza capirne nulla, aspettandosi effetti che non esistono. E’ vero, senz’altro. Informiamo di più sugli integratori, va bene, ma stiamo calmi col voler regolamentare tutto fino all’eccesso.
  • L’alimentazione fornisce vitamine migliori di quelle sintetiche. Non c’è dubbio. Nel mio piccolo, sono ben presto passato dall’eliminare quasi tutte le vitamine che prendeva mio padre, per switchare su prodotti che rientrano sì negli “integratori” ma che c’entrano poco e nulla con ciò di cui parlavano a Report. Un multivitaminico sintetico è una cosa, una capsula di curcuma e resveratrolo è tutt’altro. Si chiamano entrambi “integratori”, ma confonderli è un errore grossolano. Hanno spiegato che i multivitaminici sintetici sono spesso inutili: vero. Hanno detto che le vitamine sintetiche possono anche far male in caso di prolungato sovradosaggio: vero.
  • Le basi scientifiche che non ci sono. Guardando il servizio si è capito questo. Non hanno sbagliato, ho colto cosa intendessero: per certi prodotti, specie quelli commercialmente pompati e che decantano proprietà come “l’energia”, non ci sono studi che ne attestino un reale beneficio. Hanno ragione. Però – credimi – lo spettatore mediamente attento non avrà un quadro corretto e avrà capito che “gli integratori, più o meno tutti, non hanno basi scientifiche” e – questa sì – è una stronzata se fatta emergere in modo assoluto, più o meno consapevolmente. Dimmi che una silimarina non ha basi scientifiche, e siamo alla pazzia. Poi che non venga ancora adottata come standard (per ciò in cui può essere utile) è più o meno vero, ma la risposta – te lo dice uno che è tutto meno che complottista – è altrove. Ti lascio un link sul tema, se vuoi approfondire.
  • La necessità di una maggiore regolamentazione. Su questo – lo accennavo prima – non sono molto d’accordo, semplicemente perchè le regole già esistono. Un esempio? Degli integratori non puoi dire ciò che vuoi, se li vendi, ma solo ciò che è dimostrato dalla scienza ufficiale. Se invece sfrutti l’inganno, serve una nuova regola o basterebbe applicare l’esistente? E’ impensabile che lo Stato ci faccia da bàlia su tutto. Seguendo la logica del “ciò che fa male non può essere di libero accesso”, dovremmo poter comprare un sacchetto di patatine o una bibita solo dietro prescrizione medica. Invece no, un bambino può bere aranciate industriali tutto il giorno e devi rompere il cazzo a me per un olio essenziale di cannella? Sugli integratori penso che una buona informazione, un utilizzo più consapevole e la legge applicata correttamente siano misure sufficienti. Lasciamo stare l’idea di carte, timbri, visite, patenti e patentini per aglio e curcuma, suvvia.
  • La demonizzazione dell’online. Se su pressochè tutto ero d’accordo, questo invece mi è piaciuto meno. Non sono scemo, ho capito che si riferivano ad una parte dell’online, ma era sottinteso e per nulla esplicitato. Mi sembrava di sentire i miei amici, 15 anni fa, che non si fidavano a comprare su Ebay. Ci stava, certo, 15 anni fa. Oggi il problema non può essere ricondotto all’online, bensì alla singola insegna (online e non). La fregatura la prendi ovunque, potenzialmente. Suggerire di “non comprare online” sa di sparata nel mucchio, senza ragione. Io – ad esempio – compro da siti iperconosciuti, ipercertificati, di aziende italiane o straniere rinomate. Spesso anche da online di farmacie fisiche, reali. Risparmio tempo e denaro (andarci di persona, perdere mezz’ora, parcheggiare, pagare parcheggio, ecc) e ho la qualità che cerco. Il problema non è su Internet, per me.

In definitiva, se posso per gioco ergermi a giudice televisivo, per me la puntata di Report è da promuovere. Avrei preferito, però, qualche ulteriore specifica – tipo distinguendo più marcatamente i multivitaminici finto-energetici dalla fitoterapia – con un piccolo approfondimento su quegli integratori che la scienza sta studiando con successo. Oppure non ne esistono? 😀

Per oggi è tutto, spero che questo mio articolo ti serva come spunto per qualche riflessione, sia essa in linea o in contrasto con quanto ho scritto. Se vuoi sostenere il mio blog, puoi ringraziarmi con una donazione leggendo le due righe qui sotto. E non dimenticarti di dirmi la tua nei commenti!


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