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Pubblicato su SLAffanculo.it
29 marzo 2016
categoria SLA e Metalli Pesanti

Intossicazione da Metalli Pesanti e Sclerosi Laterale Amiotrofica, un possibile marcatore della progressione e della severità della patologia – Uno studio pilota

Nick TheQuick – Dipartimento di Scienze Fai Da Te Prima Che Sia Troppo Tardi o Almeno Provaci e Spera
In Dio

Università del Datti Una Mossa e Svegliati Che Se Aspetti Gli Altri Stai Fresco Già In Partenza


Obiettivo: valutazione dell’eventuale carico di metalli pesanti in 3 pazienti con malattie neurodegenerative (1 SM – 2 SLA ad esordio bulbare), sottoposti a test di chelazione ed a successivo dosaggio di metalli tossici presso laboratorio di tossicologia. In seguito, si cercherà di stabilire una eventuale correlazione tra i referti e la progressione/severità della patologie nei tre soggetti esaminati.

Introduzione: i metalli pesanti sono oggetto di indagini da decenni in relazione al possibile ruolo nelle patologie degenerative e a carico del Sistema Nervoso, data una tossicità e neurotossicità ampiamente dimostrata negli studi scientifici a disposizione. Gli effetti neurotossici dei metalli pesanti sono stati associati anche a gravi patologie neurodegenerative quali Morbo di Parkinson, Morbo di Alzheimer, Sclerosi Multipla, Autismo e Sclerosi Laterale Amiotrofica. Alcuni di essi vengono stabilmente presi in considerazione durante il percorso diagnostico differenziale (specialmente l’avvelenamento da piombo).

Materiali e Metodi: sono stati arruolati nello studio 3 pazienti affetti da malattie neurodegenerative. In particolare: Paziente 1) Donna, 36 anni, Sclerosi Multipla; Paziente 2) Uomo, circa 55 anni e di bell’aspetto, SLA ad esordio bulbare a lenta progressione; Paziente 3) Uomo, 62 anni compiuti da poco e per pura fortuna perché neanche si pensava di arrivarci, SLA ad esordio bulbare con motore da Formula1.
I 3 pazienti sono stati sottoposti a test di chelazione con successiva raccolta delle urine, poi inviate oltreoceano, per effettuare un dosaggio dei metalli tossici eventualmente escreti post-test.

Risultati: i pazienti esaminati nello studio pilota denotano un carico di metalli pesanti superiore ai valori massimi accettati, in particolare piombo, cadmio, alluminio, gadolinio & many more! Di seguito è riportato un grafico cumulativo che mostra i livelli riscontrati per ciascun elemento, oltre all’indicazione della soglia massima accettata per ognuno dei metalli dosati. E’ bene prestare attenzione a come si legge il grafico: ciascun esito va confrontato col suo valore limite, e non in termini assoluti rispetto ai valori degli altri metalli.

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Discussione: Tutti i pazienti risultano intossicati da più metalli tossici. Il paziente n° 3, durante il percorso di diagnosi differenziale, fu sottoposto a dosaggio del piombo (senza test di provocazione) nel siero e nelle urine per escludere eventuale intossicazione. Gli esiti furono entrambi negativi. Nel test qui effettuato il paziente 3 risulta aver escreto valori di piombo di 60 (sessanta!) volte superiore alla soglia massima del range di riferimento. Una particolare esposizione a metalli tossici durante la vita trascorsa non è evidente in nessuno dei 3 casi.
Interessante notare che il carico di metalli tossici riscontrato rifletta – almeno nei tre pazienti considerati – l’esatta severità della patologia. Il paziente con il carico minore è quello con Sclerosi Multipla (P1), nel mezzo abbiamo il paziente con SLA bulbare a lenta progressione (P2), mentre al paziente con la più severa intossicazione da metalli pesanti corrisponde la progressione più rapida e violenta (P3).

Conclusioni: sebbene non si tratti di un vero studio, bensì di un modo simpatico per raccontare quanto ho trovato (senza alcuna valenza medica né scientifica), è curioso rilevare che su tre pazienti con malattie neurodegenerative, tutti siano intossicati da metalli neurotossici. Balza all’occhio come la pesantezza del carico di metalli pesanti sia correlata alla severità della patologia ed alla sua progressione. In altre parole: mettendo in ordine i tre pazienti prima per la severità della malattia e, poi, riordinandoli in base all’intossicazione di metalli, la classifica è sempre la medesima. Figata!

Ringraziamenti: a quei medici e ricercatori che sono stati ad ascoltare un pirla come il sottoscritto e hanno indagato davvero a fondo, senza preconcetti. Peccato che sia tardi, almeno per il paziente 3)*

* (Salvo miracoli)


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4 Comments

  1. ti vorrei al posto di tanti altri!!!!!! pensa a cosa non riusciresti a fare con tutti i soldi che prendono…. che rabbia!!!! bravo!

  2. Grazie Donatella per i tuoi complimenti, sono contento che il post ti sia piaciuto!

  3. Ottimo lavoro, chiaro e scientifico, se aggiungi nello studio una decina di altri pazienti lo puoi pubblicare su Pubmed. (-;
    Aggiungo altri spunti possibili di indagine : pesticidi e solventi, sostanze neurotossiche che in presenza di metalli pesanti amplificano i danni indipendentemente dalla quantità presente.

    Una possibile ragione di accumulo di sostanze nocive anche non in presenza di esposizioni evidenti può essere imputato al ridotto funzionamento di alcuni geni dedicati alla disintossicazione ( ambito glutatione, gsmt1,gsmp1..) comune indicativamente a un 30% della razza caucasica

  4. Toh, stasera leggo degli studi e ne trovo uno del 1997, Università di Modena (a scanso di equivoci: non è quella di cui ti sto raccontando ultimamente). Parla di SLA e alcuni metalli pesanti. E che ti trovo? Prendo una sola frase.

    “Abbiamo osservato una associazione diretta tra disabilità e piombemia (livelli di piombo nel sangue)…”

    Ti ricorda qualcosa?

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