Leggevo uno studio americano pubblicato a luglio di quest’anno (2017) dove si parla di un farmaco che migliora determinate funzioni del cervello. Nello specifico sono state studiate le reazioni positive al farmaco per quanto riguarda l’efficienza neurale misurando sia le funzioni cognitive pre e post somministrazione, sia effettuando un particolare tipo di risonanza magnetica mirata alle aree del cervello che sono state prese in esame.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Vediamo qualcosa nello specifico. Traduco direttamente dalla pubblicazione scientifica.

Il farmaco ha dimostrato la capacità di “respingere” (sì, usano questo termine) il declino cognitivo, con un aumento dell’attivazione dell’area prefrontale sinistra del cervello nel gruppo a cui è stato somministrato il farmaco.

Lo studio conclude dicendo quanto il farmaco sia stato in grado di aumentare la perfusione cerebrale, che se non ho capito male è la vascolarizzazione ovvero l’afflusso di sangue – migliorato – diretto al cervello.

Lo stesso farmaco è stato oggetto di studio per quanto riguarda la malattia di Parkinson – avente tra l’altro alcuni meccanismi in comune con la SLA – e mi è parso parecchio interessante. La pubblicazione è di aprile 2017, quindi recentissima. Gli scienziati, esaminando quello che è il principio attivo del farmaco, concludono scrivendo: “i nostri rilevamenti suggeriscono che un decremento del principio attivo può essere associato alla patogenesi e alla progressione stessa del morbo di Parkinson“. Cioè? Semplice: meno farmaco, più patogenesi e progressione della malattia.

Chissà, magari un giorno non lontano dimostreranno che questo farmaco è in grado di rallentare la SLA. Non ho detto guarire o migliorare, purtroppo. Ma rallentare. E visto che oggi il rallentamento è – che ci piaccia o no – l’obiettivo che si sta inseguendo perchè al momento più fattibile, mi auguro che anche questo farmaco venga presto testato e, se utile, reso disponibile su larga scala.

In un prossimo post approfondirò. Per ora è tutto. Se pensi che il mio blog e tutto quanto faccio meritino un sostegno, puoi aiutarmi a proseguire leggendo qui sotto.


Se ti piace leggermi e ritieni il blog meritevole di un supporto, puoi consultare la pagina SOS-TIENIMI.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento. Cliccando Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookies.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy