Endotossine, SLA e malattie

Ieri sera leggevo gli ultimi studi ufficiali pubblicati sulla SLA, quando scorrendone uno ho provato i brividi sul braccio sinistro (il brivido lo senti generalmente di più a sinistra che a destra, essendo una emozione dell’emisfero in cui ha sede l’inconscio): significava che quanto stavo apprendendo suscitava in me grande attrazione, una ennesima conferma del “perchè” certi alimenti e sostanze abbiano una influenza positiva (o negativa) sul nostro stato di salute.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Parlavano di SLA ma il discorso era ampio, comprendeva patologie come il diabete, l’Alzheimer, malattie del fegato e del pancreas. Sotto i riflettori l’endotossina Lipopolisaccaride (LPS), una tossina che rilasciano batteri morenti. Nel sangue umano è rilevabile raramente, a meno di infezioni conclamate, eppure recenti studi confermerebbero come con la dieta sia possibile influenzare – in meglio o in peggio – la presenza di LPS. La ricerca spiega come LPS sia un fattore di rischio per molte malattie e quanto sarebbe importante riuscire a bersagliarlo sia in ottica di prevenzione sia di trattamento, inteso come una delle leve da tirare per limitare i danni.

LPS e alimentazione

Studi dimostrano come una dieta non sana e ricca di grassi “cattivi”, comporti uno squilibrio nella flora intestinale, elemento chiave nella genesi delle malattie e nella loro gestione. Nell’uomo è stato dimostrato come una dieta povera di cibi raffinati e ricca di pesce e vegetali sia in grado di ridurre la presenza di LPS. In un’altra sperimentazione si voleva capire se LPS fosse influenzato – oltre che dal tipo di alimentazione – da veri e propri meccanismi metabolici: la restrizione calorica (mangiare bene e poco) è stata in grado di abbassare il valore di LPS. Rilevante anche l’utilizzo di cibi crudi o estratti, come quello di broccoli.

Supplementi che contrastano LPS

Se il primo brivido l’ho provato con la correlazione con gli alimenti, il secondo è venuto sui test tra sostanze naturali e LPS. Ah, ti sto parlando di uno studio recentissimo, l’ho trovato con “SLA” (in inglese) nel motore di ricerca delle pubblicazioni scientifiche. Bene, quali sono le sostanze che – secondo la ricerca che ti ho linkato – andrebbero a fare braccio di ferro con LPS, riducendolo?

Probiotici

Bifidobatteri e Lattobacilli anzitutto, la loro somministrazione consente di contenere la proliferazione di batteri negativi (come Escherichia Coli, uno tra quelli che l’LPS lo fa aumentare), di migliorare la funzione intestinale direttamente collegata alla salute del sistema nervoso.

Prebiotici

Sono sostanze che favoriscono l’attecchimento di batteri buoni, come quelli sopracitati. Inulina, ad esempio (attenzione, ho scritto inulina, non inSulina).

Sostanze naturali

Qui ho goduto come un riccio, felice di aver dato a mio padre, oltre che i probiotici giusti, anche molti prodotti naturali trattati nella ricerca. Cominciamo col resveratrolo, somministrato ad umani che si alimentavano di grassi e carboidrati, quindi non proprio la migliore scelta possibile; bene, si è visto come – nel gruppo placebo – dopo 5 ore dal pasto “non salutare”, i valori di LPS aumentavano. E nei trattati con resveratrolo? No, LPS non si muoveva! Figata fotonica: la sostanza “compensava”, annullando – in quel trial – gli effetti negativi di un pasto squilibrato.

In soggetti sani, è stata misurata la relazione tra vitamina D e LPS, scoprendo come la D avesse un effetto protettivo contro LPS. Medesimo risultato interessante con il licopene, presente nella buccia dei pomodori.

Nei topi, il tè verde è riuscito a migliorare le condizioni dell’intestino, limitando il passaggio di LPS dal colon al flusso sanguigno!

Broccoli: li ho sempre odiati, ma è un annetto che me li centrifugo e bevo (con disgusto, sono sincero). Capisco, ora ancor di più, perchè facciano così bene: il sulforafano, negli umani è in grado di decrescere LPS e di attivare nell’organismo i geni deputati a detossificazione, antiossidazione, contrasto alle cellule tumorali, contrasto dei danni al fegato e produzione di enzimi antidepressivi (lo dice lo studio, mica io).

Credo sia il futuro in ambito di salute: agire sullo stile di vita per prevenire e ridurre i rischi, anzitutto, ed intervenire a 360 gradi quando c’è la malattia. Non sono un ricercatore e quanto ti racconto è niente più che uno spunto di dibattito, ma la scienza – mi pare – sta andando in questa direzione, ecco perchè ho così apprezzato la review di cui ti ho parlato. Per me, poter capire tecnicamente cosa sta dietro un tipo di dieta o una sostanza naturale è fondamentale per prendere la consapevolezza delle cose che facciamo ogni giorno, nel bene e nel male.

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