Il post precedente mi dà lo spunto per tornare a parlare di Curcumina e SLA, partendo in realtà da uno studio pubblicato nel 2018 su Neurotherapeutics (link alla fonte) e che – mea culpa – ho scovato solo alcuni mesi fa, quasi per caso. Non che sia un mistero, dal 2014, che io sia un fan della curcumina ma, se avessi letto questo studio prima, lo sarei stato ancor di più.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Si tratta di una sperimentazione su 54 pazienti che prendono riluzolo, quindi un numero non molto grande ma che darà una indicazione utile ad approfondimenti. A 27 malati di SLA è stata somministrata curcumina per 12 mesi, mentre ad altri 27 è stato somministrato il placebo (una curcumina “finta”); uno studio piccolo ma di qualità poichè randomizzato in doppio-cieco, placebo controllato. No, non sto parlando arabo, anzi se vuoi capire qualcosa di più quando leggi di una qualsiasi pubblicazione, è bene che provi a spiegarti di cosa si tratta.

Uno studio è randomizzato se la scelta tra trattamento (la sostanza oggetto di ricerca) o placebo viene effettuata in modo casuale per un paziente o un altro. Si dice in doppio-cieco, invece, quando nè il medico nè il paziente conoscono il trattamento cui il soggetto è sottoposto. Ovvero, stando al caso specifico: un ipotetico paziente SLA che chiameremo “X”, non sa se sta prendendo per 12 mesi la curcumina vera o quella finta (il placebo) e a non saperlo è pure il medico che lo deve visitare e monitorare. Studio placebo controllato sta a significare che i malati sono divisi in due gruppi: alcuni vengono trattati con una sostanza, altri no (ma senza che lo sappiano), in modo tale da poter fare un confronto alla fine della sperimentazione tra chi ha fatto qualcosa (prendere la curcumina) e chi quella cosa non l’ha fatta.

Torniamo all’esperimento. Dopo 12 mesi in cui 27 malati di SLA hanno assunto curcumina ed altri 27 il placebo, i due gruppi vengono esaminati per capire se vi siano differenze degne di nota. L’analisi mostra che entrambi i gruppi hanno visto la SLA avanzare: nessuno di quelli che hanno preso la curcumina è migliorato o ha mostrato un diverso andamento sulla scala ALSFRS-R. Pertanto – tu dirai – significa che la curcumina non fa niente e buonanotte. In effetti, se avessimo intervistato un soggetto di quella sperimentazione trattato con curcumina, credo affermerebbe la stessa cosa: “Dopo 12 mesi sono peggiorato, non sono migliorato nè guarito, quindi è stato tutto inutile“.

Però… questo è l’errore da evitare! Infatti, c’è da dire che le sperimentazioni le si fanno in modo rigoroso e col metodo scientifico, non sulla base di sensazioni individuali, proprio perchè solo mediante analisi mirate e il confronto col placebo si possono notare elementi di discussione importanti, non alla portata dell’occhio del singolo. Ed infatti…

Viene chiamato un “evento” un qualcosa che sia

A) il decesso di un paziente, oppure
B) il suo dover ricorrere alla tracheostomia con ventilazione meccanica.

Due dati colpiscono i ricercatori:

  • di tali eventi ( A – morte o B – tracheo), nei 12 mesi di sperimentazione, ne avviene 1 (3,7%) nel gruppo curcumina, mentre sono 6 (22%, contro 3,7%) nel gruppo di chi la curcumina non l’ha presa (placebo);
  • in pazienti con sintomi bulbari (non solo SLA ad esordio bulbare ma pazienti con SLA anche spinali che già manifestavano sintomi bulbari all’inizio del trial), la sopravvivenza dopo 12 mesi di curcumina è circa il doppio rispetto a quella nel gruppo placebo.

Nel grafico (che trovi nella pubblicazione ufficiale, al link che ho indicato all’inizio del post) si evince come, dopo 12 mesi, la probabilità di sopravvivenza dei pazienti SLA trattati con curcumina (grafico blu) è quasi il doppio di coloro che non l’hanno ricevuta (gruppo placebo, linea rossa).

Quindi? La curcumina non fa niente o è un ingrediente miracoloso? Limitiamoci a quello che ci raccontano i ricercatori dopo la sperimentazione: la curcumina si è dimostrata sicura, di guariti e migliorati a vista d’occhio non ce ne sono, purtroppo, ma qualcosa ha fatto eccome: vi sono indicazioni importanti sul fatto che potrebbe aumentare la sopravvivenza del paziente SLA. E’ già tutto definitivo? No, perchè se è vero che lo studio è di qualità (randomizzato, doppio-cieco, placebo controllato), i risultati restano da approfondire con ulteriori trial.

Questo studio risponde ad una domanda che mi è stata fatta da un amico di famiglia, quando venne in ospedale a trovare mio papà. Mi chiese, infatti, vedendomi armeggiare con polveri e siringoni: “Perchè dai a tuo padre quella roba? So che gliela somministri da quando la malattia è iniziata, ma purtroppo è peggiorato lo stesso, non si vedono risultati“. La risposta fu proprio questa: “Perchè leggo gli studi e sulla base di quelli scelgo cosa usare“.

Il mio consiglio è lo stesso di sempre: lascia da parte discorsi grossolani (tipo: la curcumina fa i miracoli o, al contrario, la curcumina non fa niente) e informati con consapevolezza. Soprattutto, prima di prendere iniziative parlane col tuo neurologo.

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