Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Siamo a fine agosto 2015, quando intendo vederci chiaro sul referto dell’esame del microscopio che riporta quanto ho detto nell’articolo a questo link. Sullo stress ossidativo non avevo un granchè da approfondire, avendo già in mano le risposte che cercavo. Mi interessava, invece, verificare circa fegato, intestino e intossicazione da metalli neurotossici. Ne parlo con una dottoressa che conosco da poco ma capisco che intende darmi una mano. E’ perplessa – quanto il sottoscritto – su come con un microscopio e due gocce di sangue si possa evidenziare un malfunzionamento epatico, ma accetta di indagare. Io sapevo che negli ultimi mesi le transaminasi avevano cominciato a sballare ogni tanto, una per volta a corrente alternata ma con valori mai altissimi. A quel punto facciamo un nuovo check delle transaminasi e delle gamma Gt. I risultati:

AST GOT: 157 (val. norm. 10-38)
ALT GPT: 329 (val. norm. 10-41)
GAMMA GT: 105 (val. norm. 8-61)
Diagnosi: insufficienza epatica medio/grave. Uh mamma!

Eadessocazzofaccio? Alcuni americani mi rimbambivano con il “dacci-giù-di-nutrizione-endovenosa“, ma come diavolo facevo a dargli la nutrizione endovenosa? Prescritta da chi, poi? Chiedo a qualche medico cosa fare  e di fatto nessuno ha grandi idee, anche perchè non ne è chiara l’origine (non era il riluzolo). Sono davanti al letto di mio padre, con l’indice punto verso di lui ma indico il suo ventre e mi rivolgo al fegato: “maledetto traditore, con te facciamo i conti dopo!“. Nel frattempo avevo prenotato un esame per verificare l’ipotesi del malassorbimento intestinale, paventata dal doc del microscopio. Non avevo grandi dubbi che avesse ragione, visto che mio padre non ingrassava di un etto e, Peg o non Peg, era scheletrico. Volevo comunque la prova provata; così mi sono rivolto ad un laboratorio certificato dal CNR: per crederci necessitavo di qualcosa di ufficiale e su cui nessuno potesse fare obiezioni. Prelevo le feci e le mando via con un corriere verso il laboratorio; dopo due settimane il responso: disbiosi importante, flora intestinale da rifare, malassorbimento dei nutrienti. Tiro un ellamadoooonna da fare invidia al miglior Renato Pozzetto. Aggiungo un “eadessocazzofaccio?” più grosso di quello di prima, e mi metto a riflettere.
Per quanto riguarda l’intestino, quello del microscopio mi aveva indicato dei probiotici da prendere a badilate, così vado in farmacia a fare un ordine che sembrava avessimo una famiglia intera con problemi al colon e me ne esco con un bancale di capsule. Ne parlo con i medici che allora avevano in carico mio padre e concordano che dei probiotici dovrebbero essere utili. Era un piano d’attacco ben preciso, mi sono poi informato sul tipo di probiotici che mi aveva prescritto il dottore del microscopio e confermo che sono tra i migliori in circolazione.

E del fegato? Il dottore del vetrino suggeriva di pensarci più avanti, ma io non potevo aspettare. Così ho ingaggiato con l’organo epatico di mio padre una sfida personale, giurando vendetta. “Datemi un mese, e quel fegato tornerà a luccicare! Probabilmente perderò la guerra, ma almeno questa battaglia la vinco io“, ho tuonato. In 24 ore era pronta la strategia: succhi centrifugati selezionando quanto più potesse aiutare un fegato malconcio, ma quello più o meno lo stavo già facendo da un anno e non poteva costituire quell’asso nella manica di cui avevo bisogno. Così ordino un barile di silimarina da un negozio di integratori naturali e ci aggiungo un po’ di confezioni di capsule di ademetionina, più qualche altra amenità scoperta durante notti insonni. Il primo è un estratto del cardo mariano, con note proprietà pro-fegato (secondo la medicina ufficiale, non secondo mia zia!). Il secondo è una molecola che si impiega – anche come integratore – per la depressione (aumenta la serotonina), per il sistema nervoso e per i danni epatici. Dal giorno dopo inizio a somministrare “il protocollo nel protocollo” e spingo a testa bassa per un mese e qualcosa, finchè arriva il momento dei nuovi esami del sangue. Risultati (non trovo le carte, ma fidati. Se qualcuno non mi crede, mi impegno e le cerco):

AST GOT: nella norma (val. norm. 10-38)
ALT GPT: nella norma (val. norm. 10-41)
GAMMA GT: nella norma (val. norm. 8-61)
Diagnosi: insufficienza epatica medio/grave… colpita e affondata! (Le gamma gt rientrarono del tutto nei valori normali poco dopo)

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…sì perchè uscii dall’ospedale ballando Discotek People del dj Molella come ai bei tempi (sono pur sempre un mezzo tamarro) e facendo gesti dell’ombrello a chiunque incrociassi sul mio cammino, anche nel parcheggio dove avevo la macchina. Quel fegato – KO fino ad un mese prima – mi spaventava davvero a morte e non avrei scommesso nemmeno due miseri centesimi sul poterlo sistemare in una quarantina di giorni, per giunta mediante un protocollo fai-da-me partorito durante una notte frenetica. E’ stata una incredibile vittoria, tale da stupire anche i medici che non avevano idea di cosa fare.

Purtroppo non ho certo risolto la SLA, ma avere un fegato che almeno sulla carta riprende a fare il suo mestiere – sarai d’accordo – è cosa buona e giusta.

Quindi… Boom Chicka Boom Chicka Boom… to the left

…e ancora Boom Chicka Boom Chicka Boom… to the right


 

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4 Comments

  1. FEGATO KO… FEGATO OK ! ! ! ! ✌

  2. Ciao, potresti mandarmi il nome dei probiotici? Ti ringrazio!

  3. ciao! sei una forza della natura Nick!
    anche a me interessa molto il nome dei probiotici che hai dato a tuo papà… grazie!

  4. Grazie mille dei complimenti. A mio avviso i migliori probiotici sono o i CadiGroup, o forse ancora meglio quelli della Bromatech (http://www.bromatech.it).
    Quali scegliere, tra quelli disponibili? E in che dosaggio? Questo ve lo deve dire un medico o il farmacista (i probiotici sono venduti senza prescrizione medica, ma è bene assumerli con indicazioni di un medico). Nel caso di mio padre – lo dico solo a titolo di esempio, perchè va personalizzato dal medico in base al caso specifico – si effettua un ciclo di qualche giorno di Enterelle (lo spazzino), poi un paio di settimane di Bifiselle (bifidobatteri), e poi un paio di settimane di Ramnoselle o Milonet (lattobacilli). Poi sospensione e qualche altro ciclo più debole, in futuro, per mantenere la popolazione batterica.

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