Ti spiego perchè prendo l’Ashwagandha!

Ashwagandha nella SLA – Ci ho messo qualche mese per imparare a memoria il suo nome, nonostante le proprietà di questa radice mi avessero davvero preso bene.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Non ricordo esattamente quando ho iniziato ad impiegare l’Ashwagandha (ASH) nella SLA, inserendola nel protocollo fai-da-me che uso con mio padre. A naso direi da fine 2016, dato che il mio primo articolo su questo integratore risale a gennaio 2017: lì riprendevo una pubblicazione che spiegava come – incredibilmente – l’ASH riuscisse a rimuovere la TDP43 e a dare una botta di vita ai mitocondri in un modello animale di SLA, prolungandone la sopravvivenza. Se ancora non lo sai, la TDP43 è una proteina che si aggrega in accumuli tossici nel cervello di malati di malattie neurodegenerative, in particolare SLA e morbo di Alzheimer. I mitocondri, invece, in chi soffre di patologie importanti (come le neuro) non funzionano a dovere, ed è un problema non irrilevante visto che costituiscono le cosiddette centrali energetiche dell’organismo. Bene, secondo i ricercatori l’ASH riesce a intervenire su entrambi gli aspetti (TDP43 e disfunzione mitocondriale).

Ashwagandha nella SLA (e non solo)

Avendo promosso tale sostanza per l’uso su mio padre, non mi sono certo bastati gli studi sull’animale. Ho voluto appurare se nell’uomo ci fossero altri effetti interessanti, per poter schierare l’Ashwagandha tra i miei alleati nel braccio di ferro con la SLA. Che dici, te li elenco? Con tanto di link alla pubblicazione scientifica, li trovi a fondo pagina.

  • Contrasta la neuroinfiammazione, tra i principali meccanismi che alimentano una malattia neurodegenerativa;
  • contrasta l’attivazione dei microglia: se hai letto qualcosa sulla SLA saprai che uno dei target da colpire è l’inibizione dei microglia, cellule di difesa del sistema nervoso che sono incazzate e gettano benzina sul fuoco. Ecco, l’ASH su quel fuoco è riuscita a buttarci un po’ d’acqua;
  • contrasta i marker della neuroinfiammazione e dell’infiammazione sistemica: l’infiammazione del sistema nervoso e dell’organismo tutto non è che sono concetti aleatori, vengono misurati tramite marcatori che, con la somministrazione di ASH, sono diminuiti di valore;
  • combatte lo stress: ai soggetti cui sono stati somministrati 300mg di ASH due volte al giorno, è sceso il cortisolo, aka l’ormone dello stress;
  • diminuzione dell’ansia: sempre sull’uomo, molti studi confermano le capacità dell’ASH di agire sull’umore e sull’ansia, nel medio termine, con dosaggi tra i 300 e i 1000mg;
  • migliora performance fisiche e muscolari. Ho fatto fatica a crederci, quando qualcuno me lo ha detto: sono scettico all’idea che un integratore possa agire su variabili così “materiali”, ma il mio interlocutore aveva ragione e le pubblicazioni non mancano. Ad esempio 500mg di ASH portano un improvement alla forza muscolare;
  • riduzione di trigliceridi e glicemia a partire da 400mg/giorno. Pensa che nella SLA è importante tenere il cuore in forma e avere sotto controllo la glicemia. Uno studio di cui ho parlato nel mio libro sul Simposio SLA (lo trovi qui) individua una correlazione tra zuccheri nel sangue e sopravvivenza;
  • riduzione della fatica: hanno somministrato ASH a soggetti sotto chemioterapia, quindi notoriamente debilitati. Risultato? Chi ha assunto l’integratore ha migliorato i parametri relativi alla fatica percepita;
  • riduzione della PCR: marker aspecifico di infiammazione, nella SLA è correlato ad una prognosi peggiore. L’ASH è in grado di ridurre la PCR negli umani;
  • dà una mano ai Natural Killer, cellule importanti per la difesa contro le infezioni (sempre studio sull’uomo, non sul topo);
  • proprietà anticancro, sia in termini di prevenzione che di trattamento. In pazienti oncologici, dosi da cavallo di ASH hanno ridotto la fatica percepita e migliorato la sopravvivenza a 24 mesi dal 56% del gruppo placebo al 76% del gruppo trattato con ASH.

Insomma, potevo forse resisterle? Questa Ashwagandha mi ha così colpito che da un po’ di mesi la prendo pure io, per me. Attenzione: nessuno dice che guarisce dalla SLA, dal cancro e che risolve tutti i problemi del mondo, ho solo voluto mostrarti ciò che la scienza sta individuando (e parliamo già di studi sull’uomo) e perchè tale sostanza naturale è così promettente.

Bene, dopo averti mostrato quella che è solo una piccola parte delle pubblicazioni sull’ASH, credo che tu possa capire cosa intendo quando dico che non è che ho sposato gli integratori dalla nascita (anzi!), essi rappresentano semplicemente il meglio che ho trovato. Se c’è qualcosa che possa portare un contributo migliore in termini di rapporto proprietà/controindicazioni/prezzo, beh sono pronto a cambiare idea!

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Vuoi leggere un mio libro? Dai un’occhiata qui!


Ti lascio i link degli studi che ho tradotto e spiegato per te. Non penserai mica che sparavo cazzate, vero?

Fonti

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