ADS, Procura Generale: esempio di una inculata

Giusto la storia di un amico che mi ha telefonato, dopo l’uscita del mio eBook sulle cose da fare subito dopo la diagnosi in riferimento a burocrazia varia, Biotestamento (DAT), Amministrazione di Sostegno e/o Procura Generale. In effetti qualcuno – essendo già incagliato con le procedure – mi ha detto: “Nick, nel tuo libro tutto sembra semplice e lineare, dovresti far capire che le tue indicazioni in realtà possono essere determinanti più di quanto appaiono leggendole senza essersi ancora cimentati nel concreto“.

Il mio amico M. (mi ha telefonato poco fa) non ha potuto leggere il libro, visto che quando è toccato a lui, anni fa, il mio eBook non era ancora stato scritto. Mi chiedeva se potesse uscire dall’Amministrazione di Sostegno, visto che un capitolo lo dedico proprio a questa tematica. Mi sono bastate un paio di domande per capire che M. poteva sì uscirne, a patto di essere disposto a tribolare.

Come tutti, avendo all’epoca ben altre rogne cui pensare (la SLA della moglie) e volendo liberarsi in fretta di iter vari e casini, si è affidato al consiglio di assistenti sociali e medici, tra consulti, riunioni ed appuntamenti. Costoro non hanno certo sbagliato ad indirizzarlo: la via da essi indicata era corretta ma… semplicemente la peggiore e più complicata possibile. Questo poiché un conto è il suggerimento di chi ci è passato davvero (come me), altra cosa è il consiglio – pur ineccepibile – di chi alla fine quel problema da gestire mica ce l’ha lui e non sta certo a preoccuparsi se per te poi risulta più o meno gravoso.

Morale della favola? M. è diventato Amministratore di Sostegno, quando nel suo caso specifico ciò era evitabile. Dopo anni a collezionare scontrini e a rompersi le scatole con rendiconti e viaggi all’ASL, ormai esasperato ha cercato una via di fuga telefonandomi e scoprendo che – lo aveva sperimentato lui stesso – pure la dritta che gli avevano dato circa la gestione dei conti correnti era la più macchinosa tra le alternative. Talmente complicata da essergli costata un sacco di giri, questioni con la banca, necessità di reperire timbri e scartoffie anche solo per avere la tessera del bancomat. Era furioso, stanco di dedicare tempo ed energie a simili baggianate. Mi sarebbe piaciuto aiutarlo ad uscire dall’Amministrazione di Sostegno legalmente, ma ho colto subito che – a causa di come gli era stata impostata anni fa la questione “conto corrente”, l’uscita dall’Amministrazione richiedeva degli step aggiuntivi (oltre quelli già necessari). Sono stato io a dirgli “non comprare il mio libro, per ora; non puoi chiudere l’Amministrazione se prima non hai cambiato la gestione dei conti in banca, o ti infili in un altro casino“.

Mi è stato molto utile ascoltare la storia di M., mi ha permesso di verificare un caso particolare, realizzando che – per fortuna – nelle ultime righe del capitolo dedicato al conto corrente ho scoperto di aver dato – forse senza farne emergere chiaramente l’importanza – proprio il consiglio migliore, da fare SUBITO, prima di pensare ad Amministrazioni o Procure.

Attenzione: il consiglio migliore è proprio quello che io indico come “la mia preferenza”.

In tal caso, infatti, M. non avrebbe mai avuto alcun problema con la banca e oggi avrebbe potuto iniziare le procedure di “liberazione legale” dall’Amministrazione di Sostegno.

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