Acido caprilico e SLA – Qualcuno mi chiede un parere su acido caprilico e SLA. Eccomi qui. Non so quanto possa valere una mia opinione: un paio di lauree le ho, ma nessuna in campo medico. Per acquisire un poco di autorevolezza potrei garantirti che alle superiori avevo 10 in biologia, ma era una biologia in versione light, da liceo classico.


Ricorda sempre che non sono un medico, quanto leggi in questo sito è solo il racconto di una storia e del mio parere personale. Per informazioni attendibili e per qualsiasi iniziativa devi consultare un medico.


Partiamo col dire che l’acido caprilico si trova soprattutto nell’Olio di Cocco (OdC), il quale è costituito fondamentalmente da grassi saturi ed in particolare da TMC, trigliceridi a media catena. Non farmi troppe domande su cosa significhi e credimi sulla parola 🙂

Generalmente – proprio per la notevole quantità di grassi saturi – non è visto di buon’occhio anche se nel corso degli ultimi anni pare essere stato riabilitato da certi medici e nutrizionisti. Ad onor del vero, non da tutti. Parliamo di ciò che ci interessa, la SLA.

Sull’OdC e quindi sull’acido caprilico ci sono molte informazioni in materia. Addirittura alcuni aneddoti sembrerebbero riportare un caso di SLA negli Stati Uniti in cui la malattia è stata tenuta a bada a colpi di cucchiai di questo olio. Come ti dicevo, si tratta di un aneddoto ma qualcuno giura sia vero. Non lo escludo a prescindere, visto che tra migliaia di SLA con cause, forme e progressioni differenti, non mi stupirei di qualche caso rarissimo che grazie a tanto ingegno e soprattutto a tanto culo possa aver avuto benefici. Ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Veniamo invece a cose decisamente più serie. Nel 2013, in una bella intervista ad uno scienziato italiano che non mi sembra l’ultimo arrivato, si dice che si sta mettendo a punto un trattamento a base di acido caprilico. Esso è considerato un ingrediente fondamentale della dieta chetogenica (qui ne parlo) poiché, una volta metabolizzato, aumenterebbe il livello di corpi chetonici nel sangue e questo consentirebbe ai motoneuroni – che nella SLA soffrono anche di una mancanza di energia dovuta a disfunzione mitocondriale – di ottenere una fonte energetica pronta all’uso, mantenendo una migliore sopravvivenza cellulare. Ti lascio qui il link all’intervista. Dacci un occhio.

Acido caprilico e SLA

La pensa più o meno così anche il Dott. Bedlack della Duke University, una delle cliniche americane più impegnate nella ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, che sta predisponendo un trial sull’OdC per lo stesso motivo. Per fare altri nomi, pure il neurologo statunitense Perlmutter ritiene l’OdC ed i suoi acidi grassi preziosi per la salute delle cellule nervose, visto che il cervello è composto prevalentemente da grassi e tollera molto meglio questi ultimi (consentiti dalla dieta, non certo quelli idrogenati di un tiramisù industriale) rispetto – ad esempio – ai carboidrati da cereali.

Altri americani lo consigliano come olio per massaggi: sembrerebbe apportare qualche beneficio temporaneo a fascicolazioni e sintomi muscolari.

SLA a parte, mi sembra di ricordare che l’OdC abbia proprietà antibatteriche ed antifungine e lo si impiega in alcuni generi di infezioni.


Se ti piace leggermi e puoi aiutarmi a combattere questa tremenda sfortuna che si è abbattuta sulla mia famiglia, ti prego di leggere la pagina SOS-TIENIMI.


L’Olio di Cocco ad uso alimentare si trova senza problemi in erboristeria o su Internet. Io ritengo 6/7 cucchiai essere una buona dose giornaliera; non penso da solo faccia miracoli – come ancora niente oggi li fa – ma ritengo possa essere uno dei componenti di uno pseudo-self-auto-protocollo.

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